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Karoline Leavitt lascia la Casa Bianca, ma non è (solo) per i figli: la ripicca a Trump per l’aereo-esca, le liti nello staff e la tentazione politica

14 Agosto 2026 - 10:51 Cecilia Dardana
karoline leavitt
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Dietro l'addio della portavoce non ci sarebbero solo i figli: spunta l'ipotesi di una ripicca per essere stata "abbandonata" sull'Air Force One ad Ankara, il piano per una discesa in politica o anche la necessità di un cambio di strategia per far fronte al calo di gradimento di Trump
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La Casa Bianca perde uno dei suoi volti più battaglieri. A fine agosto Karoline Leavitt lascerà il ruolo di portavoce del presidente degli Stati Uniti, figura che Donald Trump stesso aveva definito la sua «addetta stampa prediletta». A soli 27 anni, Leavitt è riuscita a resistere nell’arduo compito di rappresentare il tycoon più a lungo della quasi totalità dei suoi predecessori, con l’unica eccezione di Sarah Huckabee Sanders. Sposata con l’imprenditore immobiliare Nicholas Riccio, di 32 anni più grande, e madre di due figli piccoli, ha portato sul podio di Pennsylvania Avenue un linguaggio aggressivo e generazionale, affrontando i briefing sempre senza alcuna esitazione.

La «lingua a mitraglia»

Definita una vera e propria amazzone del movimento Maga, Leavitt si è distinta per una difesa a oltranza del presidente, condotta con quella che i cronisti hanno ribattezzato una «lingua a mitraglia». Come ricostruito da la Repubblica, la portavoce non ha mai esitato a fustigare e trollare i giornalisti, stravolgendo la gerarchia della sala stampa e concedendo sempre più spazio a nuove pubblicazioni online come Semafor o a podcaster spesso di estrema destra, oltre a organizzare periodici briefing con influencer.

Sempre in prima linea nel sostenere le posizioni più radicali dell’amministrazione, Leavitt rimase celebre per la risposta data sulla deportazione illegale del cittadino salvadoregno Kilmar Abrego Garcia: di fronte all’ammissione della stessa amministrazione che si era trattato di «un errore amministrativo», la portavoce attaccò il reporter sostenendo che stesse proponendo l’uomo «al premio di Padre dell’Anno».

La versione ufficiale e la sfida della maternità

Ufficialmente, le ragioni dell’addio sono legate alla vita privata e alla difficoltà di conciliare la gestione della famiglia con ritmi di lavoro estenuanti, specialmente dopo la nascita tre mesi fa della secondogenita Viviana. In un messaggio affidato ai propri canali social, Leavitt ha motivato la scelta con queste parole: «Dopo la nascita di mia figlia, sento di non essere la miglior mamma che i miei figli piccoli meritano. Il ruolo che ho alla Casa Bianca richiede tempo, energia e attenzione. Per questo prendo la decisione, agrodolce, di lasciare il lavoro e iniziare un nuovo capitolo». Una posizione che si colloca praticamente all’opposto della strada tracciata dalla democratica Alexandria Ocasio-Cortez, la quale ha recentemente annunciato la scelta di congelare i propri ovuli pur di non dover scegliere tra carriera politica e maternità.

Le presunte rivalità interne allo staff

Dietro le dimissioni ufficiali, tuttavia, si rincorrono diverse indiscrezioni sulle reali dinamiche dell’addio. Come evidenzia Repubblica, l’annuncio è giunto a ridosso delle notizie sul cambio d’aereo effettuato da Trump in Turchia, un episodio in cui il presidente avrebbe lasciato indietro alcuni fedelissimi (giornalisti inclusi) su un velivolo di copertura, esponendoli a potenziali rischi e imbarcando con sé solo la consigliera Natalie Harp. L’episodio ha spalancato le porte alle voci su una presunta rivalità interna tra le due collaboratrici.

L’ipotesi del cambio di strategia per risollevare il gradimento di Trump

Tra le altre ipotesi sul tavolo figurano la necessità di un riposizionamento d’immagine di fronte al calo di gradimento di Trump, la possibilità di una nuova candidatura politica per Leavitt o semplicemente il desiderio di allargare ancora la famiglia. Smentendo le voci di strappi violenti, Trump ha già fatto sapere che Leavitt rimarrà al suo fianco «come consulente esterna». Il toto-nomi per la successione è già aperto — tra i profili citati figurano l’avvocatessa Alina Habba e Matthew Boyle di Breitbart —, ma come sottolinea la Cnn, trovare un sostituto non sarà semplice: «Pochi comprendevano come lei l’istinto primordiale di un presidente che cambia idea spesso e si contraddice, sorprendendo i collaboratori».

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