Cosa prevede l’intesa Ue-Meloni sul decreto bollette. La premier: «Consentirà di abbassare i costi»
Non torna in Italia a mani vuote la premier Giorgia Meloni. Anche se il risultato più concreto è arrivato a margine del Consiglio europeo, con l’accordo preliminare raggiunto con la Commissione sul decreto bollette. Un’intesa che ha l’obiettivo di attenuare l’impatto dei costi energetici su famiglie e imprese, limitando gli effetti dell’aumento del prezzo del gas sul costo dell’elettricità. «È stata una trattativa lunga ma costruttiva, l’accordo ci consentirà di abbassare i costi», ha dichiarato la presidente del Consiglio.
Il precedente di Spagna e Portogallo
La misura, ha chiarito la Commissione, deve essere «temporanea», dovrebbe durare un anno, più ulteriori sei mesi di uscita graduale. E ha chiesto a Roma di trasmettere quanto prima il piano operativo, così da poterne valutare i contenuti. L’accordo richiama il precedente della cosiddetta «eccezione iberica», introdotta nel 2022 a favore di Spagna e Portogallo, ai quali fu consentito di limitare il prezzo del gas utilizzato per la produzione di energia elettrica.
È una questione che si trascina da anni: in Italia del prezzo dell’elettricità sul mercato e all’ingrosso lo fa, soprattutto il gas. Mettendo un tetto esclusivamente al costo del gas utilizzato per produrre elettricità si arriva alla formazione di un prezzo finale minore. Tutto ciò – è l’intesa con l’Ue – lasciando intatte le penalizzazioni sulla Co2 determinate dall’Ets, a carico delle imprese, che secondo il governo costituiscono un altro fattore di aumento del prezzo finale dell’elettricità. Sarà poi lo Stato a coprire la differenza tra il costo reale del gas e quello determinato dal tetto che sarà poi negoziato da governo e produttori di energia.
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I dossier del summit Ue: Ucraina, bilancio e scontro sulla migrazione
Al vertice Ue i leader hanno discusso di competitività, costi dell’energia, rapporti commerciali con la Cina, allargamento, bilancio 2028-2034, sostegno all’Ucraina e migrazione. I Ventisette hanno confermato il loro appoggio a Kiev, che nel 2027 avrà bisogno di altri 70 miliardi per coprire le proprie necessità finanziarie. «L’Ucraina resta una priorità centrale per l’Europa», ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo António Costa. Ma i temi più divisivi sono stati, come previsto, energia, bilancio e migrazione. Sul bilancio Ue restano distanti i Paesi frugali, tra cui Germania, Paesi Bassi e Danimarca, e gli Amici della Coesione, guidati da Italia e Romania. Le due posizioni dovranno comunque avvicinarsi per raggiungere un accordo. La Francia, intanto, partecipa agli incontri di entrambi i gruppi.
I prissimi incontri dei 27
Sulla migrazione, Italia, Danimarca e Polonia hanno presentato emendamenti alle conclusioni del vertice, senza successo. Le proposte puntavano a riconoscere l’immigrazione irregolare come una sfida per le società europee, ridurre i fattori di attrazione dei flussi e rafforzare il coordinamento tra gli Stati sulle politiche migratorie nazionali con effetti sugli altri Paesi. Una posizione che chiamava indirettamente in causa le regolarizzazioni promosse dal governo spagnolo di Pedro Sánchez. Con Madrid, tuttavia, Meloni ha raggiunto un’intesa sulla revoca dei controlli alle frontiere. Da qui a fine anno i 27 leader si vedranno due volte a novembre – a Dublino e Bruxelles – e a dicembre per il summit sul quale Costa ha ancora una volta chiesto un accordo finale sul bilancio. Il 4 febbraio, infine, avrà luogo un nuovo Consiglio europeo sulla competitività, nel castello di Aiden Biesen proprio come l’anno scorso.
Foto copertina: ANSA/PALAZZO CHIGI | La presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante il vertice Med9 a Spalato, con la presidente Von Der Leyen. Spalato, 7 ottobre 2026

