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Trump sospende dazi e sanzioni contro la Russia, firmato l’ordine esecutivo: «È nell’interesse degli Stati Uniti»

17 Ottobre 2026 - 08:14 Anna Clarissa Mendi
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Il presidente Usa ha deciso di sospendere le tariffe fino al 100% contro chi compra gas e petrolio russo. La retromarcia dopo l'accordo con Putin sul diesel. I democratici: «L'ultima resa a Mosca»
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Donald Trump sospende le sanzioni alla Russia. E lo fa a pochi giorni dall’entrata in vigore delle nuove misure, rinviando l’applicazione di dazi ai Paesi che acquistano petrolio e gas da Mosca. La decisione è stata formalizzata con un ordine esecutivo pubblicato venerdì dalla Casa Bianca, scrive Reuters. La giustificazione ufficiale è contenuta nello stesso documento: la sospensione sarebbe «nell’interesse degli Stati Uniti». La loro efficacia avrebbe infatti complicato, secondo la presidenza americana, i suoi sforzi per ridurre i prezzi del diesel in vista delle elezioni di midterm del 3 novembre. Una retromarcia che arriva proprio mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky chiede ai leader dell’Ue di continuare a finanziare la resistenza di Kiev, con ulteriori 70 miliardi.

Come funzionava il piano sanzionatorio firmato Lindsey Graham

Le misure sospese rientrano nel Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026, una legge intitolata al senatore repubblicano Lindsey Graham, della Carolina del Sud, suo principale promotore al Congresso, scomparso a luglio pochi giorni dopo essere tornato da Kiev, e firmata dallo stesso presidente il mese scorso. La normativa avrebbe consentito a Washington di imporre, entro 30 giorni, dazi fino al 100% sulle merci importate negli Stati Uniti dai cinque maggiori Paesi acquirenti di petrolio greggio o gas russo. Le tariffe avrebbero potuto colpire anche altri Stati che avessero consapevolmente acquistato petrolio o gas dalla Russia nei 30 giorni successivi all’entrata in vigore della legge, oltre a quelli individuati tra i cinque principali sostenitori dell’elusione delle sanzioni contro Mosca.

Le reazioni dei Democratici e l’accusa di resa a Putin

L’ordine esecutivo sospende l’applicazione delle misure fino a quando il presidente, oppure i suoi principali funzionari, non riterranno opportuno adottare ulteriori provvedimenti. Lo stop ha provocato dure reazioni sul fronte democratico. Don Beyer, deputato della Virginia, ha accusato Trump di cedere alle pressioni del presidente russo Vladimir Putin e di indebolire il sostegno internazionale all’Ucraina. «L’ultima resa di Trump a Putin tradisce ancora una volta i nostri partner ucraini e contraddice la chiara volontà del Congresso, espressa attraverso una legge concepita per punire la Russia per la sua guerra di aggressione illegale», ha dichiarato Beyer.

L’accordo sul diesel con Mosca e le critiche di Giorgia Meloni

La retromarcia di Trump sulle sanzioni contro la Russia arriva dopo un accordo con Putin per allentare le restrizioni in cambio dell’immissione da parte di Mosca di ingenti quantità di diesel sui mercati internazionali. Un’intesa che aveva provocato critiche da parte di diversi parlamentari statunitensi, compresi alcuni repubblicani, preoccupati che i proventi delle esportazioni energetiche potessero contribuire a finanziare lo sforzo bellico russo. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni l’aveva definita «molto rischiosa», suscitando la reazione della Casa Bianca in un’intervista a la Repubblica. Ma la risposta di Trump – che da giorni continua ad accusare Zelesky di essere «più difficile» di Putin – era stata netta: «È un grande accordo».

Foto copertina: ANSA/JIM LO SCALZO | Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca, il 16 ottobre 2026

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