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Trump licenzia Zampolli, non è più l’inviato Usa per le partnership globali: «Il suo incarico è stato revocato»

15 Ottobre 2026 - 23:29 Anna Clarissa Mendi
trump zampolli
La decisione arriva dopo le rivelazioni del sito Politico, secondo cui da mesi erano in corso contrasti via email con il vicesegretario di Stato Christopher Landau. L'imprenditore italoamericano: «La mia nomina era per un anno»
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Paolo Zampolli non è più l’inviato speciale degli Stati Uniti per le partnership globali. La notizia è stata diffusa in serata da Abc News, che ha citato un funzionario americano. «A Paolo è stato notificato oggi che il suo incarico come inviato è stato revocato e non è più un dipendente del governo», si legge. La decisione dell’amministrazione Trump arriva dopo le rivelazioni del sito Politico, secondo cui da mesi erano in corso contrasti via email tra l’inviato e il vicesegretario di Stato Christopher Landau. Ex agente di modelle, Zampolli è noto per aver presentato Melania a Donald Trump. Durante il primo mandato del presidente era stato inoltre nominato nel consiglio di amministrazione del Kennedy Center.

La lite via mail con il vicesegretario di Stato

Alla base delle tensioni con Landau ci sarebbero state le «attività commerciali» che Zampolli avrebbe portato avanti parallelamente al suo incarico istituzionale. Il 14 novembre 2025, in un’email inviata anche ad altri 15 colleghi, il vicesegretario di Stato gli aveva ordinato di interrompere ogni attività non direttamente collegata al suo ruolo di inviato speciale. Landau aveva inoltre espresso il timore che Zampolli intendesse proseguire iniziative «non autorizzate» e «potenzialmente illegali» in ambito commerciale ed economico, minacciando provvedimenti disciplinari fino al licenziamento.

La replica di Zampolli

«La mia nomina era per un anno. Il presidente Trump l’ha estesa per oltre sei mesi», scrive Zampolli su X. «Anni fa mi ha detto che ero troppo bravo per fare l’agente di modelle e mi ha portato nel mondo immobiliare. Ora mi ha detto: “Perché vuoi lavorare nel governo quando puoi chiudere tutti questi accordi?” Il presidente ha sempre ragione – prosegue -. Servire lui e gli Stati Uniti è stato il più grande onore della mia vita. Sono profondamente grato al presidente Trump, al segretario Rubio e all’intera squadra».

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