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Usa, i militari si astengono dal plotone d’esecuzione che giustizierà Nidal Hasan in diretta tv: la spaccatura indebolisce Trump e il capo del Pentagono Hegseth

15 Ottobre 2026 - 14:18 Michela De Marchi Giusto
Nidal Malik Hasan è stato condannato alla pena di morte dopo una sparatoria
A esortare i soldati a non partecipare alla condanna è stato l'arcivescovo Broglio, secondo cui con la scelta si danneggerebbe l'immagine delle forze armate statunitensi
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Sessanta soldati americani si sono opposti al plotone d’esecuzione che giustizierà Nidal Malik Hasan, l’ex maggiore e psichiatra militare che nel 2009 uccise 13 persone nella base texana di Fort Hood. La condanna è stata fissata per giovedì 3 dicembre, ma a far discutere è il modo in cui dovrebbe essere eseguita, ovvero in diretta televisiva. Secondo Mikey Weinstein, presidente della Military Religious Freedom Foundation, il numero dei legali a richiedere una consulenza legale per sottrarsi al plotone potrebbe arrivare a 180, con conseguenze per l’immagine dell’esercito statunitense e anche per il presidente Donald Trump.

Chi è Nidal Malik Hasan

Nato in Virginia nel 1970 da genitori palestinesi emigrati negli Stati Uniti, Hasan era uno psichiatra dell’esercito e curava i reduci di guerra. Il 5 novembre 2009, poco prima di essere inviato in Afghanistan, aprì il fuoco in un centro di preparazione alle partenze, uccidendo 12 militari e un civile e ferendo più di 30 persone. Nell’immediato fu bloccato dalla polizia e poi rimase paralizzato. Nel 2013 la corte marziale lo condannò a morte e da allora è detenuto a Fort Leavenworth, in Kansas.

Perché la condanna in diretta sarebbe un errore per il Pentagono

La Casa Bianca, con il capo del Pentagono Pete Hegseth, aveva avanzato l’idea di trasmettere l’esecuzione in streaming. La scelta è stata criticata innanzitutto dall’arcivescovo Timothy Broglio, ex presidente della Conferenza episcopale cattolica americana e responsabile della Diocesi militare, secondo cui la condanna sarebbe diventata uno spettacolo. Pur definendo orribile il gesto di Hasan, Broglio si è chiesto «a cosa serve esporre il pubblico alla sua uccisione?» e ha avvertito che così facendo le forze armate rischierebbero di danneggiare la propria immagine, accostandosi ai terroristi con la diffusione globale dell’uccisione di un uomo su una sedia a rotelle. Proprio Broglio ha suggerito ai soldati di rifiutarsi di prendere parte al plotone d’esecuzione, facendo leva sulla loro fede religiosa e sulla libertà di esercitarla.

I soldati che si sono opposti all’esecuzione streaming

L’appello di Broglio sembra aver funzionato e 60 militari hanno già chiesto assistenza legale per non partecipare alla condanna in diretta. Ma il numero potrebbe ancora crescere, arrivando anche a triplicarsi. Con circa 180 soldati che si rifiutano di prendere parte all’esecuzione, Hegseth ne uscirebbe indebolito e l’esercito si presenterebbe diviso su una questione morale. Di conseguenza, ne risentirebbe anche il Trump, che ha mandato quelle stesse truppe in guerra contro l’Iran e ora rischierebbe di vedersi contestato da chi dice di sostenere.

Le ricadute sull’amministrazione Trump

Come riferisce Axios e riporta Repubblica, di fronte a tale situazione la Casa Bianca starebbe valutando di modificare la modalità d’esecuzione, senza la trasmissione in diretta. Il presidente resta convinto che la condanna di Hasan gli porterà voti, sia tra i sostenitori Maga sia tra gli americani favorevoli alla pena capitale. Lo streaming, però, potrebbe essersi rivelato un errore di calcolo perché metterebbe a disagio non solo parte dei militari ma anche molti elettori, compresi i cristiani praticanti che Trump vuole conquistare.

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