La fucilazione del killer di Fort Hood sarà in diretta streaming. L’Onu: «È tortura». La condanna dei vescovi Usa: «Una barbarie»
Nidal Hasan, l’autore della strage di Fort Hood, verrà fucilato il prossimo 3 dicembre e la sua morte sarà trasmessa in diretta streaming proprio dalla base militare nel Texas. «Ci assicureremo che gli americani possano assistervi – ha affermato il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Peter Hegseth – Perché la gente deve capire che azioni di questo tipo comportano conseguenze molto gravi». L’Onu ha fortemente criticato la decisione e, tramite l’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani, ha dichiarato che «violerebbe il divieto assoluto di tortura». Il luogo, l’orario e la scelta della fucilazione come esecuzione hanno tutti un valore simbolico. «Lo faremo di giovedì, all’una, come faceva Hasan, e saranno soldati con i fucili a giustiziarlo» ha aggiunto Hegseth.
Vescovi Usa: «L’esecuzione in streaming è una barbarie»
Anche i Vescovi Usa hanno condannato la decisione del Dipartimento della guerra di Washington. «Il nostro Dio è il Dio della vita: in nessun modo le azioni di Hassan possono essere giustificate ma questa decisione è una promozione barbara di una cultura di morte e deve essere riconsiderata», ha detto il presidente della Conferenza episcopale dei vescovi degli Stati Uniti.
Cos’è successo a Fort Hood nel 2009
Nidal Malik Hasan è stato condannato alla pena di morte per aver ucciso 13 soldati e per averne feriti altri 32 in una sparatoria del 2009. Hasan, che oggi ha 56anni, allora era maggiore e psichiatra dell’esercito. Il 5 novembre del 2009 entrò in uno studio medico di Fort Hood, in Texas, dove alcuni soldati erano in attesa degli ultimi controlli, e aprì il fuoco. Nella sparatoria venne ferito, restando paralizzato e costretto alla sedia rotelle. Cittadino statunitense, musulmano e di origine palestinese, Hasan si era avvicinato nel tempo agli ambienti radicali islamici ed era divenuto contrario alle guerre in Iraq e in Afghanistan, opponendosi strenuamente all’idea che soldati musulmani dovessero combattere contro altri musulmani. Durante il processo davanti alla corte marziale, iniziato nell’agosto 2013, Hasan ammise di essere l’autore della strage. Il 23 agosto fu dichiarato colpevole di tutti e 45 i capi d’imputazione e il 28 agosto condannato a morte.
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Da quanto tempo non avveniva un’esecuzione pubblica
L’ultima esecuzione militare degli Stati Uniti risale al 13 aprile 1961, quando il soldato John Bennett fu giustiziato mediante impiccagione. Mentre l’ultima esecuzione pubblica avvenne oltre 90 anni fa, a Owensboro (Kentucky), quando circa 20 mila persone si radunarono per assistere all’impiccagione di Rainey Bethea, un giovane uomo afroamericano condannato per aver violentato un’anziana donna bianca.
Foto copertina: ANSA/UFFICIO STAMPA DELLO SCERIFFO DELLA CONTEA DI BELL | Una foto segnaletica che ritrae il maggiore Nidal Hasan, 9 aprile 2010

