Russia-Ucraina, Dario Fabbri: «Il rischio escalation è reale. Il casus belli può emergere da qualsiasi minaccia» – Il video
«Il rischio di escalation è reale in queste ore proprio perché nessuno a partire dai russi è convinto di rischiare troppo». Non nasconde la preoccupazione Dario Fabbri, direttore di Domino. «Per volontà degli Stati Uniti è ripartito un negoziato molto ruvido tra le parti», spiega Fabbri, convinto che «gli americani abbiano la necessità di congelare il conflitto e di avvicinare la Russia per toglierla alla Cina». Secondo il giornalista, Mosca in questa fase punta «sulla stanchezza delle opinioni pubbliche dei vari Paesi europei» e quindi porta avanti «sconfinamenti, alzamenti di tono dialettico, minacce con risposte e contro-risposte». Un atteggiamento che, secondo Fabbri, è molto pericoloso perché «non solo la storia ma anche la cronaca insegnano che un casus belli può emergere da qualsiasi sconfinamento, da qualsiasi minaccia».
Dall’altro lato, Donald Trump non solo «ha chiuso un accordo controverso con la Russia restituendole di fatto un peso politico», ma esercita il suo peso su Zelensky «spegnendo e accendendo a comando i satelliti di Starlink decisivi per le operazioni di droni». Uno schema che «vede Putin alzare la voce sperando di ottenere ciò che non è riuscito a conquistare sul terreno, e in questo modo, rischia di generare un conflitto più ampio con incidenti che determinano l’aumento dell’escalation».

