«Niente diretta streaming», perché Trump ha cambiato idea sulla fucilazione del killer di Fort Hood
La fucilazione di Nidal Malik Hasan, il killer di Fort Hood, non sarà trasmessa in streaming. Ad annunciarlo è stato Donald Trump su Truth, spiegando di aver cambiato idea dopo la valanga di critiche arrivate da più parti – dall’Onu ai vescovi Usa fino ai sessanta soldati americani – contro la decisione del Pentagono di diffondere in diretta l’esecuzione. «Morirà, come previsto, davanti a un plotone d’esecuzione, ma l’evento non sarà trasmesso in streaming», ha scritto il presidente americano. I famigliari più stretti delle vittime potranno invece assistere di persona, qualora lo desiderino. «Meritano di vedere la giustizia in azione», si legge ancora nel post.
Il post su Truth e l’attacco all’Fbi dell’era Obama
Trump, su Truth, definisce Hasan «un uomo profondamente malvagio», ricordando che l’ex maggiore dell’esercito statunitense «ha ucciso 13 persone e ne ha ferite gravemente altre 32. Tra le vittime anche una soldatessa incinta, morta insieme al figlio che portava in grembo». Il leader statunitense ha poi criticato l’Fbi dell’amministrazione di Barack Obama, sostenendo che «intercettò comunicazioni elettroniche tra Hasan e il religioso radicale yemenita-americano Anwar al-Awlaki» ma concluse che «le e-mail di Hasan non costituivano una minaccia».
Perché Trump ha cambiato idea sullo streaming dell’esecuzione
Il cambio di posizione del presidente americano arriva a una settimana dall’annuncio del ministro della Guerra, Peter Hegseth, sulla trasmissione in diretta streaming dell’esecuzione. Trump ha spiegato di aver inizialmente ritenuto che mostrare la fucilazione avrebbe potuto «costituire un forte deterrente, mostrando al mondo come l’America tratti i terroristi e la feccia come Hasan». Poi, però, il dietrofront. «Molte persone perbene e animate da buone intenzioni preferirebbero non vederlo morire, né in streaming né attraverso qualsiasi altro mezzo visivo». Una considerazione che lo ha portato a escludere la diffusione delle immagini. La condanna di Hasan è stata fissata per giovedì 3 dicembre.
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