Garlasco, è scontro sull’impronta della scarpa. La difesa di Stasi gela Sempio: «Ringraziamo, ma rispediamo la perizia al mittente: per noi è un 44»
L’ormai celebre impronta insanguinata di una scarpa marca Frau con la suola “a pallini”, impressa sulla scena del crimine il 13 agosto 2007, riaccende lo scontro tra le difese nell’inchiesta sul delitto di Garlasco. Da una parte ci sono le nuove consulenze di Andrea Sempio, oggi indagato dalla Procura di Pavia come unico presunto responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi, che attribuiscono quella traccia a una taglia 39-40. Dall’altra c’è la difesa di Alberto Stasi, l’ex fidanzato della vittima che per quel delitto sta scontando una condanna definitiva: pur essendo teoricamente “avvantaggiato” da queste conclusioni, il suo team legale decide di rifiutarne categoricamente gli esiti.
L’assist della difesa Sempio (e il “no” di Stasi)
Venerdì scorso, gli avvocati di Sempio (Liborio Cataliotti e Angela Taccia) hanno depositato nuove consulenze. Tra queste, un’analisi morfologica e tridimensionale firmata dagli esperti Armando Palmegiani e Giacomo De Angelis, la quale conclude che l’impronta rinvenuta nella villetta presenta una maggiore corrispondenza con una taglia 40, piuttosto che con una 42. Si tratterebbe di un elemento cruciale: Sempio calza il 44, dunque verrebbe escluso dalla scena del crimine. Ma la tesi della taglia 40 potrebbe paradossalmente favorire anche Stasi (che porta il 41-42) in vista della revisione del processo.
Eppure, i difensori di Stasi (Giada Bocellari e Antonio De Rensis) respingono l’assist. «La consulenza non l’abbiamo ancora – risponde l’avvocata Bocellari –, ne chiederò copia lunedì. Non sappiamo come siano arrivati a questa determinazione. Valuteremo tutto con rigore e rispetto». Ma, fatta questa «doverosa premessa», la legale chiude subito la porta: «Ringraziamo la difesa di Sempio, ma la rispediamo al mittente, perché non siamo interessati a qualunque prova a discarico e gli accertamenti dei nostri consulenti sono molto chiari: quell’impronta è numero 44». Una taglia che esclude Stasi, ma che corrisponde esattamente a quella di Sempio.
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Bocellari: «Le nostre valutazioni sono completamente diverse»
«I nostri consulenti – spiega ancora l’avvocata Bocellari – lo dicevano già nella prima consulenza depositata, adesso hanno fatto nuovi accertamenti tecnici. Lo dico molto umilmente: siamo interessati davvero alla verità, a prescindere dalla revisione. Non ci aggrappiamo alle prove a discarico pur di ottenerla, anche perché le nostre valutazioni sono completamente diverse».
I tempi per la revisione del processo
Sullo sfondo resta l’obiettivo primario: riaprire il caso in sede giudiziaria per l’ex bocconiano. I legali assicurano che «stiamo lavorando alacremente», ma i tempi si sono dilatati a causa dell’imponente mole di documenti emersi di recente. «Chiaramente quando a fine maggio abbiamo saputo dei nuovi accertamenti in corso – conferma l’avvocata Bocellari – il paletto si è sposato al 28 settembre. E con la nuova chiusura indagini sono emersi gli elementi dal Ris che ci riguardano molto da vicino. I faldoni del Ris sono una miniera, andavano letti con grande attenzione, comparandoli con tutto il resto, una lettura incrociata che richiede tempo».
«Procediamo a prescindere»
Resta ora da capire se arriverà prima il rinvio a giudizio per Sempio o l’istanza di revisione per Stasi. «A meno che la Procura non decida di comunicarlo alla stampa – precisa la legale di Stasi – la richiesta di rinvio a giudizio non viene resa nota alle parti, che ricevono poi la fissazione dell’udienza preliminare. Noi comunque non stiamo ad aspettare, procediamo a prescindere. Crediamo che tutto quello che è uscito, e anche quello che non è ancora uscito, sia una situazione talmente grave che non si possa indugiare oltre».

