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Ordinano un rombo e lo pagano 156 euro, la denuncia di due turisti a Venezia. È polemica sul conto, il locale si difende: «Prezzi chiari nel menù»

19 Ottobre 2026 - 23:42 Michela De Marchi Giusto
I turisti canadesi hanno pagato 156 euro per il pesce
La coppia ha pagato il conto della cena, poi ha presentato una segnalazione all’associazione dei consumatori: «Non ci ha detto il prezzo». La replica del locale
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Centottantotto euro per un pasto a base di pesce a Venezia. È il conto pagato da una coppia di turisti canadesi, diventato nei giorni successivi al centro di una polemica sulla trasparenza dei prezzi del ristorante. Una vicenda che ha rapidamente coinvolto anche le associazioni di categoria, scese in campo in difesa dell’esercente.

Cos’è successo a Venezia

I due canadesi, tra i 50 e i 60 anni, si erano fermati a cena alla Trattoria Ali D’oro, vicino a San Zaccaria a Venezia, e avevano ordinato bevande, una pizza e un rombo al forno di un chilo e 250 grammi, servito con testa, lisca e coda. Una volta in cassa, la coppia ha dovuto pagare 188 euro, di cui 156 solo per il pesce. Sul momento non ci sono stati problemi e i turisti hanno pagato per poi lasciare il ristorante. La polemica è sorta qualche giorno dopo, quando i due hanno presentato una segnalazione formale all’associazione dei consumatori Adico di Mestre e al Comune.

Cosa contesta la coppia di turisti

Come riporta il Corriere della Sera, la coppia ha spiegato di aver chiesto «al cameriere di consigliarci un piatto e lui ci ha mostrato una fotografia sul telefono di un pesce intero servito con patate e una piccola quantità di peperone verde». I piatti del menù avevano un costo compreso tra i 21 e i 35 euro, mentre il rombo mostrato aveva un prezzo superiore, di 13 euro all’etto. Stando a quanto detto dai turisti, proprio la questione economica sarebbe stata tenuta nascosta dal cameriere. «Non ci ha detto il prezzo e non ci ha spiegato che andava in base al peso, né ci ha detto che sarebbe costato molto più dei piatti elencati nel menù». E ha specificato: «Se fossimo stati informati sul prezzo prima di ordinare, non lo avremmo preso». I due, però, hanno pagato comunque il conto per non avere problemi. «Ma non capiamo perché il costo di quel piatto non fosse indicato» dicono nella segnalazione.

La risposta del ristorante: prezzi chiari ed esposti

Di fronte al problema, la Trattoria Ali D’oro è intervenuta, respingendo l’accusa di mancata trasparenza sui prezzi. Il ristorante ha sottolineato che la coppia di canadesi aveva prenotato sulla piattaforma Open Table, da cui è possibile consultare il menù. E nella carta è segnalato che il rombo al forno per due persone ha un costo di 13 euro all’etto. Proprio per questa chiarezza sul prezzo delle portate, «quando i clienti hanno indicato in nostra presenza di volere il rombo abbiamo eseguito l’ordinazione» ha spiegato la direzione. E ha aggiunto: «Quando sono andati via erano soddisfatti e hanno ringraziato il personale. Nulla è stato contestato. Non capiamo la protesta».

Le associazioni di categoria: «Non è solo una pietanza, ma un servizio»

Dalla parte del ristorante sono intervenuti istituzioni e associazioni di categoria. In particolare, l’assessore al Commercio del Comune di Venezia, Sebastiano Costalonga, ha riferito come i prezzi siano «sempre scritti sul menù». E soprattutto, secondo il direttore dell’Associazione Veneziana Pubblici Esercizi, Ernesto Pancin, è un costo in linea contando anche la forza lavoro. «Non stiamo parlando di un pesce comprato al mercato» che ammonta a circa 60 euro, dice Pancin. «Ma di un pasto servito ad un ristorante, che ha costi ingenti: fino a 50 mila euro di affitto, più gli stipendi di cuochi e della crew, le utenze di gas e luce, la mise en place. È un servizio, non solo una pietanza».

Il possibile errore di comunicazione

Per l’assessore Costalonga la questione non sarebbe tanto il costo finale della cena, ma il fatto che «ai turisti non sia stato comunicato che il rombo pesava 1,2 chili. In tal caso, sarebbe sbagliato. Potrebbe trattarsi di un problema di comunicazione». Per Pancin, invece, neanche questa opzione sarebbe giustificabile. «Un errore di comunicazione? Forse i clienti pensavano di spendere come per una pizza» afferma il direttore.

Foto di copertina: lo scontrino della coppia di turisti con il prezzo delle bibite, della pizza e del rombo (Fonte: Corriere della Sera)

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