Netanyahu annuncia la chiusura totale della Cisgiordania. Smotrich: «Fare come a Gaza»
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato la «chiusura totale» della Cisgiordania in risposta ad un attacco su larga scala che sarebbe stato evitato: «Ho dato istruzioni alle forze di sicurezza di imporre immediatamente un cordone di sicurezza sulla città di Hebron e di prepararsi a un blocco totale di tutta la Giudea e la Samaria (Cisgiordania, ndr) a partire da oggi», ha dichiarato dopo essersi consultato con il ministro della Difesa e i vertici delle agenzie, in seguito ad un’aggressione armata contro soldati dell’Idf a un posto di blocco nel sud della Cisgiordania.
«Le nostre forze stanno operando con un contingente rafforzato per contrastare il terrorismo e stanno conducendo vaste ondate di arresti. Daremo la caccia ai terroristi di Hamas e ai loro emissari ovunque e in qualsiasi momento. Non avete nessun posto dove nascondervi», si legge nella sua nota.
Il rientro delle attiviste italiane
Intanto le autorità italiane sono in contatto con quelle israeliane per il rimpatrio di cinque attiviste fermate ieri in Cisgiordania. Nella giornata di oggi dovrebbero essere trasferite presso l’Autorità israeliana per l’immigrazione, e quindi espulse e rimpatriate. Il viaggio potrebbe avvenire oggi stesso.
Gadi Eizenkot a favore dell’esercito
Il principale sfidante di Netanyahu al voto del 27 ottobre intanto, Eizenkot ha scritto sui social a favore dei soldati dell’Idf, senza predere posizione sul blocco della Cisgiordania: «L’eroismo dei soldati ha sventato un grave attacco contro i civili. Ribadisco il mio sostegno a tutte le forze di sicurezza che lavorano giorno e notte in tutti i settori per la difesa di Israele».
Smotrich: «In Cisgiordania come a Gaza»
Misure durissime anche contro l’Anp che andrebbe a suo dire “smantellata” sono quelle che chiede il ministro di estrema destra Bezalel Smotrich: «E’ inevitabile una campagna militare su vasta scala in Giudea e Samaria (Cisgiordania ndr) per smantellare l’Autorità Palestinese, sequestrare le armi ed eliminare i terroristi. Proprio come a Gaza e in Libano», ha scritto su X. «Il compito non sarà completato senza un cambiamento del concetto di sicurezza e senza sconfiggere il terrorismo e i suoi responsabili con un’ampia campagna militare. Nel prossimo governo, questo sarà uno dei primi passi che dovremo esigere e attuare».

