Sala invita i negozianti di Milano a non chiudere per paura dei disordini: «Andrò a fare acquisti in centro anch’io»
«Non chiudete i negozi per paura dei disordini». È l’appello del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ai commercianti in vista di domani, sabato 24 ottobre, quando si temono nuove tensioni dopo gli scontri dello scorso fine settimana. «Io li invito a non farlo», ha dichiarato il primo cittadino a margine di una conferenza stampa, riferendosi alla possibilità che alcuni negozianti del centro decidano di abbassare le serrande per precauzione. «Però è evidente che più che un invito non posso fare, poi sarà la loro decisione», ha aggiunto Sala.
Sala: «Cercherò di andare a fare acquisti in un negozio anch’io»
Quello del sindaco è un appello a non alimentare un clima di paura in città. «Se si diffonde il panico poi non succede più nulla», ha spiegato. Sala ha anche annunciato l’intenzione di dare personalmente un segnale di normalità: «Cercherò di andare a fare acquisti in un negozio anch’io».
La manifestazione prevista per il 24 ottobre
L’appuntamento per la mobilitazione è stato lanciato sui social dal cosiddetto Movimento 17 ottobre, che ha indicato come punto di ritrovo piazza Duomo alle 15 di sabato 24 ottobre. Il corteo degli anarchici, inizialmente previsto da piazza Conciliazione al carcere di San Vittore, è stato invece annullato. Le forze dell’ordine hanno comunque predisposto un dispositivo straordinario di sicurezza, con particolare attenzione al centro storico e alle stazioni ferroviarie, per prevenire nuovi episodi di violenza.
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La mancata telefonata di Giorgia Meloni
Ma oltre all’invito ai negozianti, il sindaco di Milano ha detto altro: ha detto che «non guasterebbe» più vicinanza istituzionale. Il riferimento è al fatto di non aver ricevuto alcuna telefonata da Giorgia Meloni dopo gli scontri avvenuti in città lo scorso fine settimana. «Però qui sta a ognuno rapportarsi alle amministrazioni locali e ai sindaci. Penso sia un errore in questo momento non discuterne: le differenze politiche ci sono ma di fronte a certi problemi bisogna andare oltre. È un’osservazione che non è polemica, se qualcuno la vuole intendere come polemica, non lo è».

