La lettera dei sindaci a Giorgia Meloni: «Famiglie e imprese non ce la fanno più, il governo ci convochi»
I nove sindaci delle principali d’Italia, amministrate dal centrosinistra, chiedono «un confronto urgente» col governo di Giorgia Meloni. La richiesta viene messa nero su bianco in una lettera aperta, all’indomani delle nuove manifestazioni di piazza contro il carovita e il riarmo. Un’onda di proteste che ha evitato nuovi disordini come quelli di sabato 17 ottobre, ma confermato tutta la rabbia e il malcontento che covano nel Paese, specialmente tra i giovani. Ora i sindaci di centrosinistra chiedono di dare risposte a quel malessere, prima che la rabbia esondi, proprio all’avvio della campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento (e del governo) e di molte amministrazioni comunali. A impugnare carta e penna e fare appello direttamente a Giorgia Meloni sono i sindaci di Roma Roberto Gualtieri, di Milano Beppe Sala, di Torino Stefano Lo Russo, di Napoli Gaetano Manfredi, di Firenze Sara Funaro, di Bari Vito Leccese, di Bologna Matteo Lepore, di Genova Silvia Salis e di Cagliari Massimo Zedda.
Il lavoro povero e le violenze di piazza
«Il costo della vita, della casa, dell’energia e dei trasporti sta mettendo sotto pressione famiglie, lavoratori e imprese in tutta Italia da Nord a Sud, come in molti Paesi europei», sottolineano i nove primi cittadini. «I sindaci lo vedono ogni giorno: nelle richieste di aiuto per l’affitto, nelle attività che faticano a restare aperte, nelle periferie, nei giovani che non riescono a costruirsi un’autonomia, nelle filiere produttive, dall’autotrasporto all’agricoltura, per cui lavorare è diventato una perdita. Questo disagio si esprime in forme diverse da Nord a Sud, con da una parte migliaia di persone che hanno manifestato pacificamente e altri che hanno causato violenze, tensioni e disordini». Quei comportamenti violenti, scrivono i sindaci di centrosinistra, «sono inaccettabili e li condanniamo con la massima fermezza. Ma la risposta duratura passa dall’economia: dal potere d’acquisto, dal lavoro, dai servizi essenziali».
L’appello dei sindaci a Meloni
I nove sindaci si dicono «vicini alle forze dell’ordine, chiamate ogni giorno a garantire la sicurezza delle nostre città in un contesto sempre più complesso, che richiede risorse e risposte all’altezza, e a quanti ne pagano le conseguenze. La nostra solidarietà – aggiungono – va in particolare ai commercianti, agli artigiani e agli operatori economici che, oltre alle difficoltà quotidiane, si trovano a subire i danni e le conseguenze di tensioni ricorrenti, con un prezzo che troppo spesso ricade su chi lavora e tiene vive le nostre città. Ma la risposta duratura passa dall’economia: dal potere d’acquisto, dal lavoro, dai servizi essenziali. Per questo chiediamo alla Presidente del Consiglio un incontro tra Governo e sindaci, mentre è in corso la definizione della legge di bilancio. Vogliamo affrontare insieme, in un quadro di leale collaborazione, le misure per sostenere famiglie e imprese e rafforzare la coesione sociale delle nostre comunità. Le città sono pronte a fare la propria parte», promettono.

