La strage dei carabinieri dei fratelli Ramponi, per loro niente perizia psichiatrica. Via al processo: quando saranno sentiti i primi testimoni
Non ci sarà perizia psichiatrica per Franco e Dino Ramponi, imputati in concorso con la sorella Maria Luisa per la strage di Castel D’Azzano, in cui il 14 ottobre 2025 tre carabinieri persero la vita nell’esplosione del casolare di proprietà della famiglia. A deciderlo è stata la Corte d’Assise di Verona, che con la gup Beatrice Marini, in udienza preliminare, ha rigettato la richiesta avanzata dalla difesa. Stando all’ordinanza, non ci sono elementi sufficienti per disporre una perizia psichiatrica, accertare la capacità di intendere e di volere degli imputati al momento dei fatti o per accertare la loro capacità di partecipare coscientemente al processo. Con la decisione, l’avvio del processo è fissato per mercoledì 18 novembre davanti alla Corte d’Assise con i primi testimoni.
Perché la difesa ha chiesto la perizia psichiatrica
Durante l’udienza preliminare, la difesa dei due fratelli aveva chiesto di sottoporre i propri assistiti a una perizia psichiatrica, pur sapendo che il gup aveva già respinto un’istanza analoga presentata per la sorella. Per Franco «è già in atto un accertamento peritale» da parte dello psichiatra Pietro Lucarini, aveva sottolineato il legale Guido Beghini. Stando alla relazione redatta dall’esperto, per l’uomo emergevano «tratti personologici che meriterebbero un approfondimento per comprendere se Ramponi sia in grado o meno di partecipare coscientemente a questo giudizio». La richiesta era stata poi estesa anche al fratello Dino.
Cos’ha deciso la Corte
La perizia per i fratelli Ramponi, però, è stata rigettata dalla Corte. Il presidente Raffaele Ferraro ha precisato che «in questa fase preliminare, prima dell’accertamento dei fatti e dell’assunzione delle testimonianze e delle consulenze, non vi siano elementi sufficienti» per disporre una perizia psichiatrica. Per lo stesso motivo non è possibile verificare ora la capacità di intendere e di volere dei due fratelli all’epoca dei fatti, né quella di partecipare coscientemente al processo. Il giudice ha comunque lasciato aperta una porta: resta possibile «un’ulteriore valutazione sulla necessità di esperire una perizia psichiatrica nel corso del processo, dopo l’assunzione delle prove».
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Le prossime tappe del processo
Il processo per la strage è stato poi rinviato al prossimo 18 novembre, quando in udienza davanti alla Corte d’Assise di Verona saranno sentiti i primi testimoni. Tra questi ci sarà Vincenzo Spataro, comandante della compagnia di Villafranca coinvolto in un procedimento disciplinare aperto dalla procura generale di Venezia per accertare eventuali errori nella pianificazione dell’intervento nell’abitazione dei Ramponi. Inoltre, saranno citati in aula come testi gli altri due carabinieri sottoposti a procedimento disciplinare, il tenente colonnello Antonio Sframeli e il colonnello Claudio Papagno, comandante provinciale dei carabinieri veronesi. Una seconda udienza è fissata per il 13 gennaio 2027.

