Gb, a ruba i kit per la sopravvivenza dopo l’allarme del governo
La campagna Be Ready sta evidentemente funzionando. Il governo britannico ha consigliato ai suoi cittadini di fare scorta di nove litri di acqua in bottiglia e di cibo sufficiente per tre giorni al fine di garantire la sopravvivenza delle famiglie in caso di emergenze meteorologiche, informatiche o di altro tipo grave. La campagna mira a persuadere le persone a fare scorta di provviste sufficienti per 72 ore in un contesto di crescente preoccupazione ufficiale per l’impatto della crisi climatica, la dipendenza tecnologica e le minacce provenienti da stati ostili. E secondo quanto fa sapere l’AdnKronos i britannici l’hanno presa sul serio.
I kit di sopravvivenza a ruba
«Nelle successive ventiquattro ore dall’annuncio del governo abbiamo ricevuto la medesima quantità di ordini che di solito registriamo in un mese intero. Solo la vendita delle radio d’emergenza è aumentate praticamente di dieci volte tanto. Pensavo che il telefono fosse impazzito, al centro di un attacco hacker, per la quantità di notifiche a seguito degli ordini online», dice ad Alessandro Allocca di Adn Joshua John Pringle, cofondatore di Sgt Prepper Shop Limited, azienda britannica specializzata in kit per la sopravvivenza e l’autosufficienza domestica.
A far schizzare le richieste non è stata una psicosi collettiva improvvisa, ma la recente campagna governativa “Prepare”, popolarmente ribattezzata “Be Ready”, con cui Downing Street ha invitato i cittadini del Regno Unito a dotarsi di scorte e attrezzature di prima necessità per affrontare eventuali emergenze nazionali, alluvioni improvvise. E soprattutto, cyber attacchi su vasta scala capaci di mandare in tilt le reti elettriche e idriche.
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72 ore
Nessun bunker sotterraneo, però. L’iniziativa delle autorità britanniche suggerisce una copertura di tre giorni, una scelta che Pringle considera sensata e proporzionata. Le 72 ore rappresentano infatti «il lasso di tempo medio entro cui la maggior parte dei guasti infrastrutturali quotidiani viene normalmente risolta». Un kit di base per questo arco temporale sul portale dell’azienda costa indicativamente tra le 75 e le 100 sterline al netto del cibo. Secondo lo shop entra comodamente in un armadio. «Chiedere alle famiglie di accumulare riserve per un mese intero avrebbe ottenuto l’effetto contrario: la gente si sarebbe sentita sopraffatta e alla fine non avrebbe fatto assolutamente nulla», aggiunge Pringle.
Le pastiglie per l’acqua
Al centro della corsa alle provviste ci sono le pastiglie per la potabilizzazione dell’acqua, le taniche da dieci litri, le coperte isotermiche e i fiammiferi antivento. Ma il vero pezzo forte resta la radio a manovella con torcia e presa usb integrata. Uno strumento che lo stesso Pringle definisce «uno degli elementi più utili che si possano possedere in casa, indispensabile per ricevere informazioni e aggiornamenti dalle autorità in caso di blackout prolungato e con i ripetitori telefonici fuori uso».
Il modello più richiesto in assoluto è la Midland ER300, affiancata dalla versione ER100. Sebbene il marchio sia storicamente statunitense, la filiale europea che gestisce questi prodotti ha sede a Reggio Emilia dove i modelli vengono rimodulati dagli standard americani a quelli europei.
Pragmatismo e buonsenso
La reazione dei clienti, precisa l’imprenditore, non denota un’angoscia da fine del mondo, bensì una dose di pragmatismo pratico: «La gente non pensa al giorno del giudizio. Ma quando è il governo a dirti di prepararti a possibili blackout o problemi alle reti, ignorarlo sembra sciocco. Nelle case britanniche lo spazio è ridotto. Quindi nessuno pensa a costruire rifugi. Avere qualche barattolo in credenza, cibo liofilizzato e gli strumenti adatti per non farsi cogliere impreparati se manca la luce o salta l’acqua è semplicemente buon senso».

