Medici no vax, la Camera salva la norma sul reintegro (anche grazie ai vannacciani). L’ira delle opposizioni: «Un oltraggio alle vittime»
La discussa norma sul reintegro dei medici No Vax sopravvive al voto della Camera. Con 126 voti favorevoli, 113 contrari e 2 astenuti, l’Aula di Montecitorio ha deciso di mantenere nel disegno di legge sul riordino delle professioni sanitarie l’articolo 8, che apre alla possibilità di reiscrizione all’Albo per i sanitari radiati durante la pandemia di Covid-19. Nonostante il muro delle opposizioni e le proteste in Aula, la disposizione introdotta lo scorso luglio in commissione Affari sociali con un emendamento di Fratelli d’Italia, a prima firma Alice Buonguerrieri, si salva con uno scarto di appena 13 voti, tra cui quelli dei vannacciani.
Cosa prevede la norma
Una norma, va precisato, che non prevede il reintegro automatico dei medici che si erano rifiutati di vaccinarsi, ma consente però ai professionisti espulsi per fatti non dolosi commessi durante l’emergenza sanitaria, a determinate condizioni, di presentare una richiesta di reiscrizione all’Albo. La domanda dovrà essere presentata entro 60 giorni dall’entrata in vigore della disposizione.
Lo scontro alla Camera: «Un insulto ai sanitari»
Contro la norma Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, che hanno dato battaglia con un pacchetto di emendamenti soppressivi. A sostenerne la cancellazione anche Elena Bonetti di Azione, che durante il dibattito ha ricordato come l’obbligo vaccinale per il personale sanitario fosse stato introdotto «non per forme ideologiche ma sulla base di una fattiva, chiara, documentata relazione da parte della scienza», poi il richiamo alle posizioni pro vaccini di Antonio Tajani e Silvio Berlusconi. «Possiamo raccontarcela come vogliamo, ma oggi reintegriamo questi medici che hanno disconosciuto la responsabilità che l’obbligo deontologico loro imponeva», attacca.
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«Chiedo all’Aula un supplemento di riflessione», dice la deputata del M5s Marianna Ricciardi. «State dando uno schiaffo ai medici che hanno seguito le regole e uno schiaffo alle vittime del Covid. Siete dalla parte della cialtroneria», accusa. Più duro Devis Dori di Avs, che ha definito l’articolo 8 «la ciliegina sulla torta» del provvedimento, «una ciliegina amara, velenosa, un vero insulto ai sanitari che hanno svolto il loro dovere in un momento drammatico per il nostro Paese». Per il deputato di Avs si tratta di una disposizione ispirata da uno «spirito antiscientifico e di irresponsabilità». Dello stesso avviso Ilenia Malavasi del Pd: «Reiscrivere all’Albo i medici radiati è un oltraggio alle vittime ed è uno schiaffo alla scienza».
L’attacco a Forza Italia
Nel mirino delle opposizioni finisce anche Forza Italia, che aveva espresso qualche perplessità sul provvedimento. «La matematica non è un’opinione», attacca Roberto Giachetti di Italia Viva, mostrando i tabulati della votazione e prendendosela con gli azzurri: «Il fango in faccia a tutti coloro che si sono impegnati durante il Covid viene sentenziato innanzitutto da Forza Italia». E aggiunge: «Ogni volta che ha la possibilità di passare dalle parole ai fatti si piega alla maggioranza anche su fatti drammatici come quello che abbiamo vissuto».
A rivendicare un ruolo decisivo è invece Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. «Se avessimo votato contro assieme alle opposizioni il centrodestra sarebbe andato sotto», interviene in Aula Rossano Sasso, sottolineando il sostegno alla norma di Fratelli d’Italia: «Noi sui temi identitari non ci tiriamo indietro contro la furia giacobina della sinistra e dei grillini».
La polemica scoppiata a luglio
La norma era già finita al centro dello scontro in commissione la scorsa estate, con il via libera dell’emendamento di Fratelli d’Italia. A protestare allora era stata anche la Federazione nazionale degli Ordini dei medici. «Siamo sconcertati, amareggiati e delusi», aveva dichiarato il presidente Filippo Anelli, denunciando una «delegittimazione del ruolo degli Ordini professionali a tutela della salute individuale e collettiva» e un «affronto alle vittime del Covid». Polemiche che avevano contribuito a rallentare l’iter, facendo emergere differenze di vedute tra gli alleati di centrodestra. Dopo settimane di rinvii, tuttavia, la norma era rimasta nel testo approdato in Aula. E con il voto di oggi ha incassato un nuovo via libera.

