«È finita la pacchia per gli haters», Matteo Bassetti dichiara guerra ai leoni da tastiera. Ingaggiata un’agenzia contro chi insulta sui social
«È finita la pacchia per gli haters. Da qualche settimana ho dato mandato a un’agenzia specializzata che, insieme ai miei avvocati, sta passando al vaglio i social per individuare chi, negli ultimi tre anni, ha insultato e attaccato me e la mia famiglia». Matteo Bassetti lancia una controffensiva legale a tappeto contro chiunque lo abbia preso di mira sul web. Il direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale policlinico San Martino di Genova ha deciso di affidarsi a professionisti dell’analisi digitale per scandagliare a ritroso le piattaforme online, risalire all’identità degli autori dei messaggi d’odio e trascinarli in tribunale, procedendo con richieste di risarcimento danni in sede civile e con denunce penali.
Bassetti: «Internet non è una zona franca»
L’annuncio della stretta giudiziaria è stato affidato a un post su Instagram accompagnato dall’immagine di una monoposto di Formula 1: «Nelle prossime settimane potranno partire richieste di risarcimento e iniziative legali, civili e, ove ne ricorrano i presupposti, penali. Agli odiatori seriali e ai leoni da tastiera che si sono sentiti liberi di insultare sotto i miei post, soprattutto su medicina e vaccini, dico una cosa: Internet non è una zona franca. Le parole hanno conseguenze e ognuno deve assumersi le proprie responsabilità». Da qui la stoccata finale: «E chissà… con i risarcimenti che riusciremo a ottenere, magari un giorno una Ferrari me la metterò davvero in giardino! È ora di finirla con l’odio gratuito. Per difendere me e la mia famiglia, andrò fino in fondo nelle sedi opportune».
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I commenti chiusi dopo il post sull’antinfluenzale
A innescare la reazione del primario è stata l’ondata di insulti ricevuta sotto il suo ultimo video promozionale a favore della campagna vaccinale: «Ieri ho pubblicato un video dopo essermi vaccinato contro l’influenza. E sapete cosa è successo? Ho dovuto chiudere i commenti per gli insulti ricevuti. Ma vi rendete conto di dove siamo arrivati?».
Di fronte all’ennesima aggressione verbale, Bassetti ha chiamato in causa le istituzioni: «Mi rivolgo ai politici italiani, americani e di tutto il mondo: avete una responsabilità enorme. Durante e dopo il Covid, avete trasformato troppo spesso i vaccini in uno scontro politico, alimentando divisioni per ragioni che sembravano legate più alla convenienza elettorale che alla salute pubblica. E oggi ne vediamo le conseguenze: sfiducia nella scienza, disinformazione e aggressività verso chi sceglie di vaccinarsi». Da qui l’appello a «riportare la scienza al centro», ricordando che la salute «non è né di destra né di sinistra. È di tutti».
I precedenti giudiziari
L’iniziativa arriva a ridosso dell’udienza predibattimentale che ha visto quattro persone accusate di diffamazione aggravata per ingiurie indirizzate al medico nell’aprile 2022 sul canale Telegram «Nicola Franzoni», all’epoca tra i volti delle proteste no vax. Tra offese come «criminale», «demente», «corrotto» e minacce («ti verremo a prendere, questione di tempo, ma non molto»), il giudice ha disposto il proscioglimento degli imputati per «particolare tenuità del fatto», mentre per uno di loro è scattata l’estinzione del reato per condotta riparatoria grazie al versamento di un risarcimento di mille euro. La sentenza penale non preclude comunque a Bassetti la possibilità di quantificare e richiedere i danni in sede civile, strada su cui l’infettivologo intende ora andare avanti fino in fondo.

