Beve dalla bottiglietta in tribunale e sta male, tirocinante intossicata: il sospetto dell’avvelenamento nel distributore
Un foro quasi invisibile nella bottiglietta, sigillato con la colla, e un liquido sospeso, forse candeggina. Una giovane tirocinante alla Corte d’Appello di Cagliari ha accusato bruciori alla gola e allo stomaco dopo aver bevuto un sorso d’acqua da una bottiglietta acquistata a un distributore automatico del Palazzo di giustizia. È stata ricoverata in ospedale e trattenuta alcune ore in osservazione. Non è in gravi condizioni.
Le indagini della polizia
Sull’episodio indaga la polizia giudiziaria presso la procura della Repubblica. La bottiglietta – scrive il Corriere della Sera – è stata sequestrata. Per valutare, anche penalmente, quanto è accaduto si attendono gli esiti degli esami di laboratorio sulla sostanza. Il foro laterale, scoperto dalla donna dopo aver bevuto, fa ipotizzare che il liquido sia stato introdotto con una siringa. Resta da chiarire dove sia avvenuta la manomissione e chi possa averla compiuta.
I controlli sui distributori automatici del Palazzo di Giustizia
I controlli si sono concentrati anche sui distributori automatici del palazzo, almeno due, uno al sesto piano e l’altro davanti ai corridoi della Corte d’appello. Difficile, secondo le prime valutazioni, che la bottiglietta sia stata alterata direttamente all’interno dei macchinari. Per farlo, infatti, sarebbe stato necessario estrarla e poi reinserirla. Disposta comunque una verifica delle scorte.
L’ipotesi avvelenamento e l’ombra degli «acquabomber»
Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi, dall’avvelenamento a un gesto volto a seminare allarme. Al momento non emergono elementi che facciano pensare a un attacco mirato contro la tirocinante, scelta probabilmente a caso tra le persone che frequentano il tribunale. Il caso richiama gli episodi degli «acquabomber», autori di manomissioni di prodotti alimentari che nei primi anni Duemila provocarono allarme tra i consumatori. Saranno gli esami di laboratorio a chiarire la natura della sostanza. Le indagini dovranno invece stabilire chi abbia manomesso la bottiglietta e con quale intento.
Foto copertina: ANSA/MARZIA PIGA | L’esterno del Tribunale di Cagliari

