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Avvelenate con la ricina, terminata la perquisizione al liceo di Riccia: cosa cercano gli investigatori e a che punto sono le indagini

14 Ottobre 2026 - 15:41 Ettore Ambrosi
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Si è conclusa la perquisizione al Liceo Scientifico, la seconda disposta dalla Procura di Larino per il giallo di Pietracatella, dove Antonella Di Ielsi e la figlia sono morte avvelenate. Le due piste degli inquirenti e l'inchiesta
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È terminata alle 14.15 la perquisizione al liceo Scientifico di Riccia, la seconda delle quattro disposte dalla procura di Larino nell’ambito delle indagini sul giallo di Pietracatella, il paesino del Molise dove sono morte per avvelenamento da ricina Antonella Di Ielsi, di 50 anni, e la figlia Sara Di Vita, di 15. Gli agenti sono rimasti all’interno della scuola per cinque ore, ma le operazioni di acquisizioni dei dati dal server della scuola sono durate solo un’ora. Alle operazioni era presente anche Gianni Alfonso, consulente informatico dell’avvocato Vittorino Facciolla, legale di Gianni Di Vita, padre e marito delle due vittime.

L’ispezione informativa e l’insegnante di matematica

Nell’istituto di Riccia, dove oggi è avvenuta l’ispezione informatica, insegna matematica la professoressa amica dell’ex sindaco. La donna, più volte sentita come testimone nei mesi scorsi, oggi era assente. Così come è accaduto ieri, martedì 13 ottobre, all’istituto Agrario dello stesso paese, non è stato necessario ispezionare i singoli computer presenti nella scuola (20 in tutto), ma si è potuto acquisire i dati del server centrale al quale confluiscono le attività di tutti i pc. Nella scuola, dove durante le perquisizioni sono regolarmente proseguite le attività, lavora come tecnico di laboratorio il marito dell’insegnante amica di Di Vita.

Forum online e veleno: cosa cercano gli investigatori sui computer

Al vaglio degli investigatori ci sarebbero post pubblicati su alcuni forum online in cui si cita la parola “ricina”. In un caso un utente, sedicente scrittore di romanzi a caccia di un’idea, chiede quale tipo di veleno possa essere usato per non lasciare traccia di un eventuale omicidio. Una domanda che risalirebbe proprio ai giorni del duplice omicidio.

Le due piste sul giallo di Pietracatella: dall’ipotesi vendetta alle relazioni personali

Le perquisizioni sono state effettuate per cercare di stringere il cerchio sul giallo. Un cerchio che, al momento, non annovera indagati ma solo supposizioni e indizi. A tal punto che gli stessi investigatori continuano a battere tutte le piste, compresa quella che vedrebbe Gianni Di Vita, il marito e papà delle vittime, obiettivo lui stesso dell’avvelenamento dello scorso dicembre. Forse una «vendetta» tramata da qualcuno finita invece per colpire due innocenti. L’altra pista, quella più accreditata, resta invece quella che riporta a relazioni nascoste e intrecci che avrebbero portato Antonella, la moglie di Di Vita, a chiedere la separazione, come si è scoperto poi dall’analisi dei messaggi del suo telefonino.

Gli indagati, l’inchiesta e la nuova perquisizione

L’inchiesta sul caso di Pietracatella prosegue lungo due distinti filoni investigativi. Il principale riguarda l’ipotesi di duplice omicidio premeditato, al momento contestata contro ignoti. Il secondo, avviato subito dopo i fatti avvenuti a dicembre, è invece incentrato sull’ipotesi di omicidio colposo e vede cinque medici indagati. La presenza della ricina, potente sostanza tossica, è stata accertata soltanto dopo tre mesi di analisi condotte dall’Istituto Maugeri di Pavia. Successivamente, gli esiti dell’autopsia hanno confermato che le due donne sono morte proprio a causa del veleno, escludendo così l’ipotesi iniziale di un’intossicazione alimentare.

Nel corso di questi mesi, gli investigatori hanno approfondito ogni possibile pista. Tra gli accertamenti previsti figura anche l’analisi di tutti i computer dai quali potrebbe essere partita la ricerca di informazioni sulla ricina, con l’obiettivo di individuare eventuali elementi utili a ricostruire quanto accaduto. Le prime iscrizioni nel registro degli indagati potrebbero scattare una volta che i magistrati riceveranno dalla Germania le analisi sui reperti sequestrati settimane fa nella casa di Pietracatella. Giovedì, intanto, è attesa una nuova perquisizione, al liceo Classico di Campobasso (la scuola frequentata fino allo scorso anno scolastico da Sara e da sua sorella Alice) e infine venerdì al liceo delle Scienze Umane di Casacalenda (dove insegna invece Laura, cugina di Gianni Di Vita).

Foto copertina: ANSA/NICOLA LANESE | La seconda delle quattro perquisizioni disposte dalla procura di Larino nell’ambito dell’inchiesta sul giallo di Pietracatella, 14 ottobre 2026

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