Oltre la metà degli italiani crede a una teoria del complotto: il sondaggio YouTrend
Il virus della Covid-19 è stato fatto uscire di proposito da un laboratorio in Cina? È in atto una sostituzione etnica degli europei? I vaccini causano l’autismo nei bambini? Secondo un recente sondaggio di Youtrend, almeno il 53% degli italiani maggiorenni considera vera una tra sei teorie del complotto. A guidare la “classifica” è l’origine del Sars-CoV-2, mentre le tre meno accreditate riguardano le cosiddette “scie chimiche”, lo sbarco sulla luna e l’Olocausto come “ampiamente ingigantito”. Il sondaggio non si ferma alla sola percezione della realtà degli intervistati, ma anche le loro preferenze politiche, dove gli elettori del centrodestra “battono” quelli del “campo progressista”.
Dall’origine del Covid alla Shoah: la classifica delle sei teorie
La teoria più diffusa riguarda l’origine del Covid. Il 38% ritiene vero che il virus sia stato fatto uscire di proposito da un laboratorio in Cina, il 48% lo considera falso. È l’unica delle sei affermazioni su cui chi ci crede supera il 30%. L’affermazione sottoposta agli intervistati riguarda un rilascio intenzionale, cosa diversa dall’ipotesi di un incidente in laboratorio.
Al secondo posto troviamo la sostituzione etnica degli europei orchestrata dai poteri forti, ritenuta vera dal 23% e falsa dal 60%. A Open avevamo spiegato che cosa significa il termine, citando la scheda dell’Osservatorio Antisemitismo della Fondazione Cdec, che la classifica tra i miti neonazisti secondo cui i bianchi verrebbero sostituiti dai non bianchi.
Il cavallo di battaglia dei No Vax, ovvero il presunto legame tra vaccini e autismo nei bambini, viene ritenuto vero dal 19% e falso dal 65%. Una teoria del tutto infondata, sostenuta da uno studio fraudolento pubblicato nel 1998 da Andrew Wakefield su The Lancet, come abbiamo ricostruito considerando gli studi epidemiologici su larga scala non trovano alcun legame tra vaccini e autismo.
In merito alle fantomatiche scie chimiche, che verrebbero rilasciate per controllare clima e la popolazione, secondo il 19% degli intervistate sarebbero vere mentre false per il 68%.
La teoria del complotto dello sbarco sulla Luna del 1969 “mai avvenuto” è ritenuto vero dal 18% e falso dal 68%. Sulla missione Apollo 11, e non solo, avevamo raccolto le dieci bufale sulla Luna da non condividere sui social e ha spiegato perché non reggeva nemmeno l’idea di un set di Stanley Kubrick.
Chiude la classifica l’idea che l’Olocausto sia stato ampiamente ingigantito, vera per il 14% e falsa per il 75%. Su questo tema, avevamo trattato il caso di un documento della Croce Rossa su Auschwitz usato per negare lo sterminio.
L’orientamento politico: il divario tra centrodestra e campo progressista
Youtrend riporta anche una dimensione politica degli intervistati, dove gli elettori dei partiti di centrodestra (FdI, FI, Lega e Noi Moderati) si dichiarano d’accordo con tutte e sei le affermazioni in misura maggiore rispetto a quelli del campo progressista (PD, M5S, AVS, IV e +Europa).
Il divario più ampio riguarda la sostituzione etnica, ritenuta vera dal 42% dei primi e dal 6% dei secondi, con 36 punti di differenza. Segue l’origine del Covid, vera per il 51% degli elettori di centrodestra e per il 19% di quelli del campo progressista, con una distanza di 32 punti.
Le distanze sono più contenute sugli altri temi, come sul legame tra vaccini e autismo, dove il confronto è tra il 21% e il 6%, con 15 punti di differenza. Sul ridimensionamento dell’Olocausto la distanza è tra il 19% e il 6%, con 13 punti. Sulle scie chimiche è tra il 20% e l’8%, con 12 punti. Sullo sbarco sulla Luna è tra il 21% e l’11%, con 10 punti.
Il profilo demografico: l’incidenza di genere, età, istruzione e territorio
Nel terzo grafico Youtrend indica una media del 22% delle percentuali di persone che ritengono vere le sei teorie e la scompone per profilo, partendo dal sesso al titolo di studio e la residenza geografica.
Tra le donne la media è del 26%, tra gli uomini del 17%. Tra i 18 e i 34 anni si ferma al 12%, sale al 25% tra i 35 e i 54 anni e al 23% dai 55 anni in su.
Pesa molto il titolo di studio, dove la media è del 29% tra chi ha la licenza media, del 21% tra i diplomati e del 12% tra i laureati. Per area di residenza è del 26% nel Mezzogiorno, del 20% al Nord e del 19% al Centro.

