Legge elettorale, fissata la prima udienza per discutere i ricorsi: «Già attivati 25 tribunali». La firma di Romano Prodi
Una prima udienza per discutere uno dei ricorsi presentati contro la legge elettorale detta Melonellum o Stabilicum sarebbe stata già fissata: il 16 dicembre presso il tribunale di Trento. Ed è possibile che da quella prima discussione i giudici decidano di mandare gli atti alla Corte costituzionale che poi dovrà valutare il merito della contestazione avanzata. Ma in ogni caso i ricorsi sulla legge elettorale accelerano in tutta Italia.
I 25 ricorsi
Oggi, 26 ottobre, in Senato, i promotori hanno fatto una conferenza stampa che è servita anche a sintetizzare il punto della situazione sul tema e ad annunciare che sempre in giornata, sono stati presentati ricorsi in 25 tribunali, sedi di corte d’appello (cioè corrispondenti ai collegi che valutano le liste e ratificano tutto il processo elettorale fino alla certificazione dei voti). L’idea è stata quella di moltiplicare le azioni giudiziarie per aumentare la possibilità che almeno uno di questi venga accolto e inviato alla Consulta.
A spiegare il meccanismo sono stati in particolare Roberto Zaccaria e l’avvocato e professore di diritto costituzionale Enrico Grosso, a nome della ‘Rete per un voto libero e uguale’, a sua volta portavoce di 30 associazioni contrarie alla riforma.
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Il ruolo di Prodi e le altre firme
Zaccaria ha definito lo Stabilicum o Melonellum una legge «grave e pericolosa» che ha spiegato che dal 12 ottobre ad oggi i giuristi membri della rete hanno lavorato ai ricorsi in modo da presentarli contestualmente. In totale i ricorsi sono stati sottoscritti da 300 persone, ha aggiunto: «Il ricorrente più illustre si chiama Romano Prodi».
Tra i firmatari anche ex parlamentari e ex ministri, rappresentanti di Anpi e Cgil, avvocati di peso di differente schieramento partitico: «Dopo un acceso dibattito politico, fomentato da critiche alla riforma Elettorale su vari piani, era importante fare chiarezza. Non tutti i rilievi e le critiche che abbiamo espresso sono oggetto dei ricorsi. Questi ultimi devono affrontare nodi tecnici e giuridici che in passato sono già stati oggetto di pronunce», ha spiegato l’avvocato Grosso che coordina il pool legale.
La tempistica delle risposte
Sui tempi dei ricorsi almeno in conferenza stampa sono stati dati solo tempi di massima. L’auspicio dei giuristi è che le udienze vengano fissate presto in modo che gli atti vengano mandati alla Consulta tra gennaio e febbraio. Poi “la palla passa alla Consulta, sulla quale, evidentemente, non possiamo premere anche se sappiamo che i giudici sono sensibili”. Zaccaria ha aggiunto che qualche tribunale potrebbe decidere qualcosa entro il 26 dicembre, ed è poi filtrata la data dell’udienza del 16 a Trento.
Entro la primavera, potrebbe arrivare anche la pronuncia della Corte costituzionale, ha aggiunto Zaccaria. «Questa è una battaglia che chiede l’attuazione della Costituzione e ribadisce che abbiamo diritto di sapere chi stiamo votando», insiste Anna Falcone anche lei nel pool di giuristi che hanno redatto i ricorsi.

