Abderrahim Fakir, le scuse di uno degli agenti dopo le frasi shock: «Inaccettabili»
«Voglio scusarmi con la famiglia di Abderrahim Fakir e con il mio corpo di appartenenza per le frasi inaccettabili che ho pronunciato». All’indomani del deposito della perizia sulla morte di Fakir, avvenuta lo scorso 19 luglio in via Svevo, a Bologna, durante un fermo della polizia, arrivano le scuse di uno degli agenti intervenuti quel giorno. Lo riporta l’Ansa. Il riferimento è alle frasi shock pronunciate dai poliziotti in quell’occasione, registrate dalla bodycam e trascritte agli atti, tra cui «Se schiatta ci divertiamo», «È schiattato ah» e «Ca*** me ne frega a me».
La dichiarazione dell’avvocato difensore del poliziotto
Per Gabriele Bordoni, avvocato difensore dell’agente, quelle frasi sarebbero state «frutto della concitazione, della stanchezza e della grande emozione per quello che aveva vissuto, trattandosi di un ragazzo molto giovane. Si era già scusato due mesi fa, parlandone con me, difensore, quando emersero dall’ascolto delle bodycam». Il legale ha poi aggiunto: «Ciò non toglie che non si addicano a un servitore dello Stato e che impongano quelle scuse che ora vengono doverosamente ribadite pubblicamente». Nelle scorse ore l’avvocato Fabio Anselmo, che assiste i familiari del 42enne, aveva presentato una nuova denuncia alla procura di Bologna proprio per le frasi pronunciate dai due poliziotti.

