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I turisti morti in Turchia dopo il crollo del “camino delle fate”: cosa sono e perché si chiamano così – Il video

29 Ottobre 2026 - 16:34 Marco Fedeli
La frana è stata causata dalle forti piogge che hanno colpito nelle ultime ore la Cappadocia. L'incidente all'ingresso del museo all'aperto di Göreme
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Sono almeno tre le persone morte a causa del crollo di uno dei cosiddetti “camini delle fate”, formazioni rocciose simili a piramidi, all’ingresso del museo all’aperto di Göreme in Cappadocia. La frana è stata causata dalle «abbondanti precipitazioni», ha detto il governatore di Nevşehir, regione nel centro della Turchia, Hüseyin Kök. Già nel 2024 un “camino delle fate” di tufo era crollato durante una nevicata, ma il distacco dalla roccia era avvenuto di notte e non aveva causato vittime. Stavolta l’incidente ha avuto luogo alle 15 ora locale.

Perché si chiamano “camini fatati”

I “camini delle fate” sono delle formazioni rocciose generalmente di tufo o roccia vulcanica estremamente friabili, sormontato da un cono dello stesso materiale. La forma piramidale ricorda quella di un camino. Questi sono detti “fatati” perché secondo la leggenda i massi sulla sommità furono posati da delle divinità. Probabilmente l’origine delle piramidi di Göreme va ricercata nell’erosione delle rocce vulcaniche. Le ceneri e i lapilli dell’eruzione hanno formato ampie distese di tufo e le erosioni ne hanno modellato l’aspetto. Se nell’antichità furono rifugio di alcuni eremiti religiosi, oggi è un gigantesco museo rupestre all’aperto. Una parte della serie di Star Wars fu ambientata proprio tra quelle montagne.

Un sito turistico per viaggi in mongolfiera

Göreme è famosa per i molti monasteri che presentano affreschi bizantini tra il IV e l’VIII secolo. Il paese è stato inserito nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 1985. E negli ultimi anni – complici anche le iconiche foto che rimbalzano sui social – il villaggio è stato preso d’assalto da milioni di turisti. Questi arrivano ogni anno per volare in mongolfiera tra i pinnacoli montuosi. Trasformati in luoghi turistici come hotel e ristoranti.

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