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Criptovalute, colpo da record a Binance: sottratti 6,3 miliardi di dollari. Perché dietro al maxi-furto potrebbe esserci la Corea del Nord

30 Ottobre 2026 - 10:44 Michela De Marchi Giusto
Sottratta la cifra record di 6,3 miliardi di dollari,
L'attacco è stato possibile con l’intrusione nel computer di un ingegnere informatico, da cui sarebbero state fatte transazioni non autorizzate. La pista principale indica come colpevole TraderTraitor, l’unità d’élite degli hacker nordcoreani
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Violando un portatile, degli hacker hanno portato a termine il furto informatico più grave della storia, ottenendo un bottino che non ha precedenti. A essere colpita è Binance, la più grande piattaforma mondiale di scambio di criptovalute, che dopo l’attacco ha bloccato depositi e prelievi. Secondo le prime stime, i colpevoli avrebbero sottratto la cifra record di 6,3 miliardi di dollari, circa 5,6 miliardi di euro. L’accaduto è stato confermato sui social da Changpeng Zhao, fondatore e azionista di maggioranza della piattaforma, che ha commentato «fa male, ma sopravvivremo». Zhao, in codice CZ, ora è il principale azionista della società e non ha più ruoli operativi, dopo che gli Stati Uniti lo hanno condannato per riciclaggio.

Cos’è successo alla società Binance

All’origine di questo incidente, secondo quanto riportato su X da Binance, ci sarebbe l’intrusione nel computer portatile di un ingegnere informatico, da cui gli hacker avrebbero potuto procedere a transazioni non autorizzate. Nelle ore successive all’attacco, gli emittenti delle stablecoin Tether e Circle hanno congelato circa 1,7 miliardi di dollari di fondi trafugati, importo che Binance ha poi rivisto al rialzo, portandolo a 3 miliardi. La società ha subito assicurato che i fondi dei clienti sono al sicuro e ha sospeso temporaneamente versamenti e prelievi per permettere al team di sicurezza di completare i controlli. Una misura che impedisce anche agli hacker di convertire in denaro le criptovalute rubate.

Chi potrebbe esserci dietro l’attacco: la pista della Corea del Nord

Sono ora in corso gli accertamenti, in collaborazione con le forze dell’ordine, ma sulle responsabilità, gli analisti non sembrano avere molti dubbi. La pista principale porta alla Corea del Nord, che vanta un lungo curriculum di attacchi al settore delle criptovalute e, secondo l’FBI, è responsabile del furto di circa 1,5 miliardi di dollari in asset virtuali da un exchange di Tokyo avvenuto nel 2025. Le società di analisi di criptovalute TRM e Chainalysis attribuiscono l’operazione, con «elevata certezza», a TraderTraitor, l’unità d’élite degli hacker nordcoreani. Ricostruendo l’attacco al quotidiano finanziario di New York il senior investigatore di TRM Labs, Nick Carlsen, ha sostenuto che «sembra davvero che dietro ci sia la Corea Del Nord».  

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