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Formula 1, Kimi Antonelli nella storia: vince il mondiale piloti a 20 anni, 73 dopo l’ultimo italiano. Il nome, il numero 12 e la briscola: ecco chi è il campione

01 Novembre 2026 - 23:24 Francesca Milano
kimi antonelli vince in messico il titolo piloti
Il pilota bolognese batte il primato di Sebastian Vettel e conquista il titolo 2026 in Messico, al termine di una corsa che è stata fermata dalla bandiera rossa per mezz'ora
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«Anche se ho solo vent’anni dovrò correre per me», cantavano i Maneskin qualche anno fa. Anche Kimi Antonelli di anni ne ha 20, ma ha corso per tutta l’Italia: per l’Italia che da 73 anni aspettava di vedere di nuovo un pilota avvolto nel tricolore sul gradino più alto del podio mondiale. Ci è arrivato lui, facendo qualcosa di più che vincere semplicemente il campionato piloti: con i suoi 20 anni compiuti ad agosto, Antonelli è diventato il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1, in una gara “anomala”. Durante il 45esimo giro il Gran Premio del Messico è infatti stato interrotto dalla bandiera rossa a causa dell’incidente di Valtteri Bottas ed è poi ripartito dopo mezz’ora. Poco dopo, però, al 59esimo giro c’è stata anche la safety car.

A vincere la gara è stato Max Verstappen su Red Bull. L’olandese ha preceduto le Ferrari di Lewis Hamilton, secondo, e la Mercedes di Kimi Antonelli, sul terzo gradino del podio. Quarta l’altra Rossa di Charles Leclerc.

Il nome scelto da un ex pilota e l’inizio sui kart

Oltre ad aver vinto il mondiale, il ragazzo di Bologna è riuscito in una impresa che sembrava impossibile: far tifare l’Italia per un pilota e non per una macchina. O meglio: non solo per una macchina, perché la Ferrari, si sa, non si tocca. E però nel 2026 gli italiani si sono trovati a gioire per le vittorie di una Mercedes. La stessa Mercedes che appena otto anni fa, nel 2018, veniva sommersa dai fischi a Monza, quando Lewis Hamilton salì sul gradino più alto del podio dopo aver battuto la Ferrari di Kimi Raikkonen.

Adesso c’è un altro Kimi da tifare, anche se non guida una Ferrari e non si chiama davvero Kimi: il suo nome, all’anagrafe, è Andrea. Il secondo nome lo suggerì a papà Marco e mamma Veronica l’ex pilota e amico di famiglia Enrico Bertaggia. Tutto, fin dalla nascita, per Antonelli ha ruotato attorno ai motori. Suo padre, pilota automobilistico e fondatore della scuderia Antonelli Motorsport, lo ha messo su un kart a sette anni. Ma a casa Antonelli, a Bologna, non pensavano mica che quel bambino avrebbe poi alzato la coppa del mondiale di Formula 1. «Arrivare dove è arrivato Kimi è una cosa super complicata – ha spiegato suo padre Marco a Sky Sport appena una settimana fa -. Non eravamo noi la famiglia in grado di poter sostenere un percorso di questo tipo: noi siamo gente che lavora normalmente, quindi non potevamo neanche immaginarlo».

Dalla Formula 4 alla Formula 1, saltando una categoria

A soli 12 anni Antonelli è entrato nel programma giovani della Mercedes. A individuarne il talento e a scommettere su di lui è stato Toto Wolff, team principal della scuderia tedesca. Da lì è partita una carriera in costante e rapida progressione: dopo due titoli europei nel karting, nel 2022 ha conquistato i campionati italiano e tedesco di Formula 4. Nel 2023 ha vinto sia la Formula Regional europea sia quella mediorientale. A quel punto la Mercedes ha deciso di accelerare ulteriormente il suo percorso, facendolo passare direttamente alla Formula 2 nel 2024, senza disputare la Formula 3. Poi la scelta più importante: affidargli dal 2025 il sedile lasciato libero da Lewis Hamilton, passato alla Ferrari.

E così, a 18 anni, 6 mesi e 21 giorni, Andrea Kimi Antonelli da Bologna ha esordito in Formula 1, al Gran Premio d’Australia, il 16 marzo del 2025.

Il ragazzo che guidava una Formula 1 prima di prendere la patente

Appena due mesi prima del suo esordio in Formula 1 Kimi Antonelli ha preso la patente di guida italiana. Di quel giorno restano una foto pubblicata su Instagram e un aneddoto divertente: durante l’esame pratico si dimenticò di mettere la freccia per effettuare un sorpasso.

L’immagine pubblicata da Kimi Antonelli nelle storie di Instagram

Nello stesso anno Kimi ha anche sostenuto l’esame di maturità all’Istituto Salvemini di Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna. Pochi giorni prima aveva conquistato il suo primo podio in Formula 1 in Canada.

Il 2026, l’anno dei record

La svolta definitiva è arrivata nel 2026: dopo il secondo posto nella gara inaugurale in Australia, Antonelli ha conquistato in Cina la sua prima pole position e la prima vittoria in Formula 1. È diventato così il più giovane pilota della storia a ottenere una pole position e il secondo più giovane a vincere un Gran Premio.

Sono seguite altre vittorie, tra cui quelle in Giappone, a Miami, in Canada e a Monaco. Ma il successo più emozionante è stato probabilmente quello del 6 settembre a Monza, quando Antonelli è riuscito a vincere il Gran Premio d’Italia partendo dalla diciannovesima posizione. Nessun italiano era riuscito a vincere la gara di casa dal 1966, quando a trionfare era stato Ludovico Scarfiotti.

La settimana scorsa, il 25 ottobre a Austin (Texas), Kimi Antonelli ha avuto la prima occasione di diventare campione del mondo. Occasione sfumata, ma non per colpa sua: lui il primo posto sul podio lo ha portato a casa, ma i risultati degli avversari non gli hanno permesso di festeggiare matematicamente la vittoria del campionato piloti.

L’Italia tutta – ma soprattutto Antonelli – ha dovuto aspettare altri sette giorni per esplodere di gioia grazie al risultato ottenuto nel Gran Premio del Messico.

Con la vittoria Kimi supera il record di Sebastian Vettel che era finora il più giovane ad aver vinto il mondiale piloti a 23 anni.

L’ultimo italiano aveva vinto nel 1953

Antonelli ha vinto il campionato piloti 73 anni dopo l’ultimo italiano: Alberto Ascari, al volante della Ferrari. Era il 1953. Due anni dopo, Ascari morì a soli 36 anni, durante una sessione di prove a Monza.

C’è però un altro nome da ricordare: quello di Mario Andretti, campione del mondo nel 1978 con la Lotus. Andretti era nato nel 1940 a Montona d’Istria, allora italiana e oggi in Croazia, ma era emigrato negli Stati Uniti con la famiglia quando aveva 15 anni, ottenendo poi la cittadinanza americana. Il suo Mondiale viene quindi attribuito agli Stati Uniti.

Il mito di Ayrton Senna, il numero 12 e la vita fuori dalla pista

Pur essendo nato ben 12 anni dopo la morte di Ayrton Senna, Kimi Antonelli ha sempre raccontato di come il pilota brasiliano sia stato il suo mito, tanto da volergli rendere omaggio scegliendo il numero 12 per la sua Mercedes, lo stesso utilizzato dal campione brasiliano negli anni della Lotus e all’inizio dell’esperienza in McLaren.

Fuori dalla pista, Kimi Antonelli prova a fare quello che fanno tutti i ragazzi della sua età: uscire con gli amici, andare al cinema, giocare a bowling e passare del tempo in famiglia. Quando torna a Bologna, ad aspettarlo ci sono le tagliatelle al ragù di mamma Veronica, la sorella Maggy, che aiuta con i compiti di inglese, e le chiacchierate sui motori con papà Marco. Proprio con il padre condivide un’altra passione, quella per la briscola: alla vigilia della sua storica vittoria a Monza, nel settembre 2026, i due avevano vinto una partita giocando in coppia. «È un buon segno», aveva raccontato il giorno dopo il pilota, ammettendo di essere scaramantico.

Tra i suoi amici c’è anche Jannik Sinner, conosciuto personalmente alle ATP Finals di Torino nel novembre 2025. I due si scambiano messaggi, si incontrano quando gli impegni sportivi lo permettono e condividono consigli su come gestire la pressione e la notorietà.

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