Nuovo allarme bomba nelle scuole, inviate mail a centinaia di istituti in tutta Italia: «Un ordigno esploderà entro un’ora». Cosa sappiamo
Nuovi allarmi bomba nelle scuole italiane. Lunedì 2 novembre, diversi istituti tra Veneto, Lombardia, Liguria e Lazio sono stati evacuati dopo aver ricevuto email minatorie e telefonate anonime. Una delle comunicazioni sarebbe stata inviata a 271 scuole, di cui otto a Roma. «Abbiamo appena lasciato un ordigno con nitrato di ammonio così potente che ucciderà decine di persone». È il testo di una delle email ricevute, riportato dal Corriere del Veneto. Il messaggio, arrivato alla scuola primaria Papa Luciani di Fossona, nel Padovano, annunciava un’esplosione entro un’ora e minacciava di uccidere a coltellate gli eventuali sopravvissuti. Gli alunni sono stati fatti uscire dalle classi per consentire i controlli dei carabinieri.
Il panico a Roma: l’evacuazione e i controlli negativi
A Roma, l’allarme è scattato intorno alle 10.15 alla scuola primaria Gianni Rodari, nel quartiere Tuscolano. Il mittente della mail si presentava come un appartenente al Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica iraniana e sosteneva di aver nascosto un esplosivo in un sacchetto di plastica, pronto a essere azionato a distanza. La dirigente Anna Fucile ha quindi disposto l’evacuazione dell’edificio e avvisato le forze dell’ordine. I bambini sono stati accompagnati dalle insegnanti nel vicino parco di Villa Lais, mentre i genitori venivano contattati per riportarli a casa.
«Hanno creato un caos terribile», ha raccontato la preside ad Adnkronos. Secondo Fucile, nell’elenco dei destinatari della mail comparivano 271 istituti italiani, otto dei quali nella Capitale. I controlli effettuati dagli artificieri e dalle unità cinofile nella scuola romana hanno dato esito negativo.
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Da Genova a Brescia, fino a Venezia: le verifiche a tappeto nel Nord Italia
Le segnalazioni si sono moltiplicate soprattutto nel Nord Italia. In Veneto, oltre al caso di Fossona, gli allarmi hanno interessato alcune scuole tra Venezia e il Padovano. In diversi casi le minacce sono arrivate attraverso telefonate anonime. Studenti, insegnanti e personale sono stati fatti uscire dagli edifici per consentire le verifiche delle forze dell’ordine. «Gli allarmi bomba sono qualcosa di inaccettabile. La scuola deve essere un luogo sicuro e aperto. La mia solidarietà a tutti gli studenti, agli insegnanti e al personale tecnico-amministrativo», ha detto il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani.
Situazione simile in Liguria, dove sono scattate evacuazioni a Genova e Lavagna. Anche nel Bresciano, tra Orzinuovi e Lonato del Garda, le lezioni sono state interrotte dopo l’arrivo di email che annunciavano la presenza di esplosivi. In uno dei messaggi il mittente si presentava come un esponente di un presunto gruppo islamico. Altre segnalazioni sono arrivate in Friuli Venezia Giulia, dove i controlli effettuati a Codroipo hanno escluso la presenza di ordigni.
Il precedente del 19 ottobre: l’ondata di false minacce e le inchieste
Non è la prima volta. Lo scorso 19 ottobre un centinaio di scuole italiane era stato raggiunto da email che annunciavano attentati. Il messaggio, con oggetto «La morte è vicina», proveniva da un indirizzo apparentemente riconducibile al ministero dell’Istruzione saudita e conteneva riferimenti ad Allah e all’introduzione della Sharia in Italia. Anche allora erano scattate evacuazioni in diverse regioni. Nel Veronese, in particolare, il provvedimento aveva coinvolto 27 plessi scolastici tra Castel d’Azzano e Bosco Chiesanuova. I controlli non avevano portato al ritrovamento di ordigni. Nel Padovano era stato aperto un fascicolo per procurato allarme e interruzione di pubblico servizio.

