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La Manovra fa perdere la pazienza alle Regioni: «Correggetela, mancando fondi alla sanità»

04 Novembre 2026 - 17:14 Marco Fedeli
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La richiesta arriva dalla seduta conferenza delle Regioni che all'unanimità ritengono insufficienti i 2,4 miliardi disposti dalla Legge di Bilancio
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Dalla conferenza delle Regioni convocata in seduta straordinaria su richiesta delle Regioni con governatori di centro-sinistra per fare il punto sulla manovra è emersa una linea chiara. Secondo le Regioni le risorse previste dalla Legge di Bilancio sulla sanità sarebbero insufficienti e chiedono perciò al governo «un incremento del fondo sanitario nazionale». «Se la manovra non dovesse cambiare – ha affermato il presidente dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale – penso che le Regioni debbano portare il governo davanti alla Corte Costituzionale».

Cosa dice la sentenza della Corte Costituzionale

Il presidente della Regione ha spiegato che proprio oggi 4 novembre è uscita una sentenza della Consulta che dà ragione alle Regioni «su un ricorso dell’Emilia-Romagna sui Lep (gli standard minimi di qualità dei servizi che lo Stato italiano deve garantire su tutto il territorio) per i servizi legati alle persone con disabilità». La sentenza, sottolinea ancora de Pascale, «dice che il Governo non può unilateralmente decidere sul sistema di finanziamento delle prestazioni essenziali. Non può fissare degli obiettivi e poi scaricare sulle Regioni il compito di raggiungerli senza avere uno schema che funzioni o in termini di trasferimenti o in termini di fiscalità».

Qual era la richiesta delle Regioni

Nella Legge di Bilancio 2026 il Fondo Sanitario dovrebbe crescere di 2,4 miliardi. Una cifra che secondo i presidenti delle Regioni sarebbe insufficiente a fronte di una richiesta di 18 miliardi in tre anni, 7.5 miliardi solo nel 2027. I fondi, secondo le Regioni, sarebbero serviti per potenziare una serie di attività come screening oncologici, l’assistenza all’autismo e ai problemi di salute mentale, per l’acquisto di nuove attrezzature ospedaliere, per assumere nuovi medici o per aumenti di stipendi del personale sanitario.

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