Midterm, Abdul El-Sayed vince in Michigan: chi è il primo senatore Usa musulmano della storia
Epidemiologo, musulmano di origini egiziane e sostenuto dalla sinistra di Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez, ma anche da Barack Obama. Alle Midterm che segnano la riscossa dei Democratici dopo due anni all’opposizione arriva anche la vittoria di Abdul El-Sayed. Il 41enne conquista il seggio al Senato in Michigan, battendo il repubblicano Mike Rogers e raccogliendo l’eredità del democratico Gary Peters, e diventa così il primo senatore musulmano nella storia degli Usa. Una vittoria che assume un significato nazionale, anche alla luce degli attacchi personali ricevuti durante la campagna da Donald Trump e delle divisioni emerse all’interno del Partito democratico.
Chi è e cosa vuole Abdul El-Sayed
Nato in Michigan da una famiglia di origini egiziane, El-Sayed ha studiato medicina alla Columbia University. Dopo l’attività accademica, ha diretto il dipartimento della Sanità di Detroit e successivamente quello della contea di Wayne. Nel 2018 si era già candidato alle primarie democratiche per la carica di governatore del Michigan, senza ottenere la nomination. La sua piattaforma politica punta sull’assistenza sanitaria universale, sulla riduzione del costo della vita, sull’accesso alla casa e sulla limitazione dell’influenza dei grandi finanziatori sulla politica. Tra i suoi slogan: «Denaro fuori dalla politica, denaro nelle vostre tasche, Medicare per tutti». Durante la campagna ha inoltre criticato i dazi e le loro conseguenze sull’industria automobilistica.
Israele e Gaza, la faglia aperta da El-Sayed
La candidatura di El-Sayed ha messo in evidenza le tensioni tra l’ala progressista e quella moderata dei democratici. Ad agosto ha conquistato la nomination superando la deputata Haley Stevens, nonostante quest’ultima disponesse di risorse finanziarie nettamente superiori. La competizione è stata segnata soprattutto dalle divergenze sulla politica americana nei confronti di Israele e sulla guerra a Gaza.
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Dopo la sconfitta, Stevens ha continuato a criticare El-Sayed. Alla vigilia del voto, il tentativo di ricomporre la frattura è fallito quando il candidato si è rifiutato di prendere le distanze da uno spot in cui si collegava il carovita negli Usa al sostegno a Israele, realizzato da un gruppo vicino alle sue posizioni. El-Sayed ha inoltre accusato Stevens di aver beneficiato dei finanziamenti dell’AIPAC, organizzazione che sostiene le politiche israeliane. La deputata ha quindi deciso di appoggiare pubblicamente il repubblicano Rogers.
La fede musulmana e le origini egiziane del candidato sono state al centro della campagna repubblicana. Trump lo ha definito un «jihadista» e un «simpatizzante dei terroristi», arrivando a descriverlo come un «gangster del Terzo mondo». Anche il vicepresidente JD Vance e Mike Rogers hanno alimentato le accuse, quest’ultimo sostenendo che El-Sayed avrebbe legami con la Fratellanza musulmana. Il candidato ha respinto gli attacchi, negando qualsiasi rapporto con l’organizzazione.
Il dibattito tra i Dem e la corsa per la Casa Bianca
Il risultato del Michigan rappresenta anche un passaggio importante per il futuro dei democratici. La candidatura di El-Sayed era diventata un banco di prova per la sinistra del partito – quella organizzata nella corrente dei Socialisti Democratici d’America -, che vede nella sua affermazione la possibilità di dimostrare che una piattaforma più radicale può ottenere consenso anche negli Stati tradizionalmente contesi.
Alexandria Ocasio-Cortez, rieletta a sua volta a valanga a New York (alla Camera), aveva descritto il Michigan come un esperimento politico nazionale: una vittoria di El-Sayed avrebbe dimostrato, secondo la deputata, che il movimento progressista può competere anche in Stati con un elettorato più conservatore. Il risultato potrebbe quindi incidere sul confronto interno in vista delle primarie presidenziali del 2028, quando si aprirà la successione alla Casa Bianca. Ora Ocasio-Cortez potrebbe avere una spinta ulteriore a rompere gli indugi e candidarsi.
Foto copertina: ANSA/ARI SAPERSTEIN | Abdul El-Sayed, candidato democratico al Senato degli Stati Uniti in Michigan, a Detroit, il 24 ottobre 2026

