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Midterm, l’America presenta il conto a Donald Trump. E apre la resa dei conti tra i Maga

04 Novembre 2026 - 06:41 Serena Danna
Trump MAGA
Dal Texas all’Ohio, gli elettori voltano le spalle al presidente, punito per il costo della vita, la guerra in Iran e gli eccessi della sua amministrazione
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E alla fine l’onda blu è arrivata. Per una volta i tanto vituperati sondaggisti ci avevano visto giusto: i Democratici hanno trionfato alle elezioni di medio termine negli Stati Uniti. Il partito in crisi di identità ma unito dalla certezza di voler fermare Trump è riuscito non solo a riprendere la Camera, ma ha conquistato anche la maggioranza al Senato dove – mentre scriviamo – ha già strappato 5 seggi ai repubblicani. I candidati blu vincono in Kansas, Ohio, Carolina del Nord, Carolina del Sud e Texas – Stati dove il presidente era riuscito a vincere con largo vantaggio solo 2 anni fa. 

James Talarico e la conquista del Texas

Ed è proprio dal Sud che arrivano le storie più entusiasmanti di queste Midterm. Come quella di James Talarico, il giovane seminarista presbiteriano che nel nome dell’amore – in Dio e negli esseri umani – è riuscito a diventare senatore del Texas interrompendo 38 anni di monopolio repubblicano. Uno scenario che solo 2 anni fa sembrava impensabile per uno Stato, quello della dinastia Bush e dei ranch, per decenni identificato con i valori e l’immaginario conservatore americani. E che oggi festeggia anche una governatrice democratica Gina Hinojosa, la prima donna latina a essere eletta governatrice.

Storica anche la vittoria in Georgia dove nel 2024 Donald Trump aveva staccato il partito democratico, e che oggi si prepara a eleggere la prima governatrice nera della storia: Keisha Lance Bottoms. E l’Ohio tornato a essere lo Stato in bilico che conoscevamo, dopo anni di vittoria repubblicana: qui la democratica Amy Acton ha sconfitto il trumpiano imprenditore dell’high tech Vivek Ramaswamy in una delle corse più scorrette delle elezioni, quella in cui il rivale ha provato a utilizzare contro di lei persino la vicenda personale degli abusi subita da bambina dalla futura governatrice. Mentre in Michigan Abdul El-Sayed, figlio di immigrati egiziani, è diventato il primo senatore musulmano della storia americana grazie a una campagna radicale, che ha ricevuto il prezioso endorsement di Barack Obama,

Ma la vera sorpresa della notte americana è anche l’apparente calma con cui Trump e la sua squadra sembrano aver accettato i risultati. In molti temevano accuse di brogli e disinformazione ma l’entità dell’onda blu ha probabilmente reso vano qualsiasi tentativo di accusare i rivali di “elezioni rubate”. La realtà stavolta è stata più forte di qualsiasi proiezione o disinformazione. Sul voto ha pesato il costo della vita, una guerra in Iran mai accettata dagli americani, e le troppe sparate di un presidente che aveva promesso di risollevare l’economia del Paese e ha finito con il concentrarsi su finanze e capricci personali (e familiari) piuttosto che sui problemi dei cittadini. 

Perché hanno vinto i democratici

La campagna dei democratici – seppure divisi tra le due anime di moderati e socialisti – è stata invece tutta concentrata su costo della vita, sanità pubblica e corruzione. Di certo su tanti cittadini ha pesato anche la brutalità della stretta migratoria, che ha trasformato una legittima politica di contenimento in una brutale caccia alla streghe. Le immagini degli squadroni dell’Ice sulle strade americane e la spettacolarizzazione delle deportazioni hanno allontano il voto di tante comunità – vedi i latinos nel 2024 – che hanno respinto con durezza l’approccio trumpiano. 

E se è vero che i democratici dovranno ora decidere dove e come incanalare questa vittoria, scegliendo finalmente che partito vogliono essere, la battaglia interna al partito repubblicano è già iniziata. Trump è già descritto come furioso che incolpa la debolezza dei candidati, mentre i membri del partito che rimandano le accuse al mittente. Come il senatore John Curtis dello Utah che per primo ha dichiarato su X «È ora che i repubblicani tornino ai valori conservatori di principio che una volta ci definivano—e che abbiamo costantemente abbandonato nell’ultimo decennio”. Trump per il momento sta reagendo in maniera quasi presidenziale. E anche questa è la sorpresa della notte elettorale, finché durerà.