Cannabis, Salvini boccia il disegno di legge del Movimento 5 Stelle

«Non passerà mai, non è nel contratto di governo», ha detto il ministro dell’Interno aprendo un altro fronte negli scontri con il Movimento 5 Stelle

Dopo il “no” del ministro della famiglia Lorenzo Fontana, arriva un altro stop – ancora più pesante – al disegno di legge sulla cannabis presentato dal Movimento 5 Stelle.

Quello del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini: «Quella legge non passerà mai, non è nel contratto di governo», ha detto a margine dell’inaugurazione della sede del sindacato Ugl. La proposta, che avrebbe di fatto dato il via libera alla legalizzazione delle droghe leggere a uso personale, era stata presentata dal senatore 5 Stelle Matteo Mantero che, in un video inviato a Open, aveva spiegato le ragioni dell’iniziativa.

«La mia proposta – ha detto Mantero – prevede la legalizzazione dell’autoproduzione di marijuana a uso personale. I punti principali sono la possibilità di coltivare sul proprio terrazzo o in una piccola serra fino a tre piante di marijuana e la coltivazione in forma associata, come avviene nei social club spagnoli, ma con controlli più serrati per evitare che l’autoproduzione si trasformi in una forma di commercializzazione».

Il disegno di legge prevede anche la possibilità di tenere fino a 15 grammi di marijuana in casa e altri 5 fuori e di cederle una parte agli amici. Lo scontro sulla cannabis è solo l’ultimo atto di una ormai lunga serie di dissidi interni alla maggioranza di governo.

Nei giorni scorsi, Lega e Movimento 5 Stelle si sono confrontati duramente sulla scelta di Conte di incontrare i sindaci contrari al decreto sicurezza, sulla vicenda dello sbarco dei migranti della Sea Watch,  sullo stop ai lavori della Tav e sulle trivelle nel Mar Ionio. Ora è la volta del disegno sulla cannabis, naufragato sul nascere.