Chi è Maxime Nicolle, il gilet giallo complottista che ha protestato a Sanremo

È la voce social del movimento di protesta francese. Ma pur essendo un leader, di lui si sa molto poco

Maxime Nicolle, 31 anni, lavora nella logistica ed è uno dei volti noti dei Gilet Gialli. È diventato famoso su Facebook tramite il suo gruppo Fly rider ed è il protagonista della protesta di Sanremo dell'8 febbraio, che oggi – 9 febbraio – dovrebbe spostarsi a Roma. Appena arrivato in Italia, Nicolle ha attaccato il vicepremier Di Maio, accusandolo di «aver sbagliato interlocutori. La lista di Ingrid Levavasseur (incontrata da Di Maio in Francia nei giorni scorsi, ndr) non rappresenta il movimento dei gilet gialli. Il nostro movimento è strettamente apolitico e non intende presentarsi alle Europee. Se Di Maio mi chiamasse non risponderei», ha detto. Nonostante abbia guidato la manifestazione, Nicolle non ama definirsi un leader, ma un semplice portavoce dei «messaggi e delle richieste della gente». Se non è il leader della piazza è lui a essere a capo della gestione 2.0 del movimento.


Chi è Maxime Nicolle, il gilet giallo complottista che ha protestato a Sanremo foto 2

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Del passato di Nicolle si conosce poco. Secondo il quotidiano francese L'OBS, il portavoce del movimento ha cancellato tutta la sua storia di Facebook precedente all'inizio delle manifestazioni. Anche delle sue posizioni politiche si sa poco. In un video Facebook, si era scagliato contro l'accordo di Marrakech sui migranti, il Global Compact for Migration, affermando di avere documenti segreti in grado di far «cadere il governo» e di «scatenare una terza guerra mondiale». Ha etichettato l'attacco di Strasburgo dell'11 dicembre come una manipolazione da parte del potere per spaventare i francesi. In materia economica Nicolle ha detto che il debito francese è «un'invenzione di Rothschild» intesa a prevenire la redistribuzione della ricchezza.

Chi è Maxime Nicolle, il gilet giallo complottista che ha protestato a Sanremo foto 1

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Molti lo definiscono un populista anche perché sui social appoggia spesso Vladimir Putin, Matteo Salvini e Marine Le Pen. Ma, nonostante il suo movimento abbia scosso da settimane le strade di Parigi, facendo dieci morti, e portando a migliaia di feriti e arresti, la figura continua a restare nell'ombra, nascosta dietro a un profilo Facebook e alla quotidianità di un lavoratore qualunque.

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