Conte alla Luiss sul rapimento di Silvia Romano: «Non siamo ancora riusciti a venirne a capo»

«Posso ammettere che per un attimo sono stato confidente che avessimo un risultato buono a portata di mano», ha confidato il premier durante una conferenza alla Luiss di Roma

A margine dell’incontro «Europa e futuro» con gli studenti della Luiss di Roma, il premier Giuseppe Conte, rispondendo a una domanda di uno studente, ha dato conto del rapimento di Silvia Romano, la volontaria 23enne rapita a Chakama, nella contea di Kilifi, in Kenya il 20 novembre 2018.

«Stiamo seguendo il caso dal giorno del rapimento», ha assicurato Conte, che poi ha puntualizzato: «Ovviamente lo seguiamo attraverso canali di discrezione, in particolar modo attraverso la nostra intelligence».

Il premier ha poi lasciato trapelare che «nella discrezione che debbo mantenere per riserbo, posso però ammettere che per un attimo sono stato confidente che avessimo un risultato buono a portata di mano», riferendosi alle iniziali indagini che ritenevano responsabili del rapimento una banda di criminali locali alla ricerca di un facile riscatto.

Conte poi ha precisato: «Purtroppo i gruppi sono stati anche individuati, ma non siamo ancora riusciti a venirne a capo. Più o meno conosciamo la dislocazione territoriale, ma non siamo ancora riusciti ancora a raggiungere quel risultato per cui stiamo lavorando da mesi».

Infine il premier ha ribadito la complessità del caso Romano, ammettendo che sarebbe «il primo a esser contento di poter assicurare alla Romano un rientro in Italia in piena sicurezza, ma – ha ripetuto il premier – purtroppo ad oggi non siamo ancora venuti a capo di questo caso».

Video Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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