Silvia Romano rapita per vendetta? I cooperanti testimoni: «Ha denunciato episodi di pedofilia»

La volontaria sarebbe stata rapita perché venuta a conoscenza di un caso di pedofilia in Kenya

Silvia Romano, la 23enne volontaria rapita a Chakama, in Kenya, nella notte tra il 20 e 21 novembre 2018, sarebbe stata rapita dopo aver denunciato un caso di pedofilia da parte di Francis Kalama di Marafa, un prete anglicano. La denuncia è stata presentata dalla giovane alla polizia di Malindi l’11 novembre 2018, nove giorni prima di essere rapita. 

A confermare questa ipotesi ci sarebbe un volontario che avrebbe accompagnato la Romano a sporgere denuncia e che, intervistato dalle Iene, avrebbe confermato a Le Iene i presunti episodi di pedofilia da parte di un pastore anglicano.

«Me ne sono accorto subito appena arrivato, attorno al 7-8 novembre – racconta il volontario – Attirava i bambini con le classiche cose: caramelle, monetine… Lui non era stupido, aveva capito che ce ne eravamo accorti». «Un giorno gli ho strappato una bambina dalle mani e in quel momento con me c’era anche Silvia», racconta il giovane.

La denuncia scomparsa dai registri della polizia

«Abbiamo visto le ragazzine che entravano nella stanza di quest’uomo e ci stavano pochissimo, due, tre, cinque minuti. Non so fino a che punto arrivasse, però atti pedofili c’erano eccome. Vedere certe cose e rimanere fermo… Io sono arrivato al punto di dire: ‘facciamo qualcosa in fretta o io da qui me ne vado!», continua il giovane. 

Ed è così che i cooperanti hanno deciso di sporgere denuncia. Denuncia che però pare essere scomparsa dai registri della polizia di Malindi. Così come nel nulla si dilegua il pastore anglicano contro cui sarebbe stata sporta la denuncia. 

Un’altra cooperante, Tiziana Beltrami (che in realtà si chiama Mariangela Beltrami), referente logistica dell’associazione Africa Milele, ha confermato l’avvenuta denuncia per un presunto episodio di pedofilia: «Silvia quando è arrivata [in Kenya] è andata direttamente ad Africa Milele. È tornata a Malindi l’11 novembre per fare una denuncia di pedofilia», dice la donna a Le Iene

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