Caso Siri, le accuse dal Blog delle Stelle, mentre Conte preme per l’uscita

Lunedì 29 l’incontro tra il premier e il sottosegretario. Depositate dal tribunale del Riesame le intercettazioni in cui Arata fa riferimento alla tangente di 30mila euro per Siri

Continua il braccio di ferro tra le forze del Governo sul caso Siri. Il premier Conte, dal summit a Pechino con Xi Jinping e i principali leader del mondo per gli accordi sulla Via della Seta, rivendica la propria indipendenza decisionale rispetto alle posizioni opposte dei due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Nel frattempo, vengono depositate dal tribunale del Riesame le intercettazioni in cui Arata fa riferimento alla tangente di 30mila euro per il sottosegretario Armando Siri.


Il nuovo attacco dei Cinque Stelle a Siri

Il Movimento Cinque Stelle continua a essere compatto nella richiesta delle dimissioni di Siri. La posizione viene ribadita attraverso un nuovo post sul Blog delle Stelle, pubblicato oggi, 27 aprile,in cui vengono riportatele accuse contro il sottosegretario leghista, tra cui quelladiaver ricevuto una tangente di 30mila euro dell’imprenditore Paolo Franco Arata, e la vicinanza di quest’ultimo a Vito Nicastri, il “re dell’eolico” che si trova attualmente agli arresti domiciliari per associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni.

«Se la mia determinazione andrà nella direzione delle dimissioni, troverò il modo di scollarlo dalla poltrona»

«La fiducia, è questo il tema – dice Conte in conferenza a Pechino, e spiega – Parlo della fiducia del premier verso il suo sottosegretario e di quella dei cittadini verso le istituzioni. Se la mia determinazione andrà nella direzione delle dimissioni, troverò il modo di scollarlo dalla poltrona».

Conte e le pressioni di Lega e M5s

Circa le pressioni opposte delle due principali forze politiche italiane il premier dice di non sentirsi condizionato. Conte assicura: «Spiegherò il come e il perché della mia decisione, assumendomene tutta la responsabilità – dice il premier, che aggiunge – Non venga però fraintesa la mia posizione: non sono un giudice, da avvocato conosco il diritto e il principio della presunzione di innocenza».

Le posizioni di Lega e del M5s sul caso Siri

Da un lato i Cinque Stelle richiedono le dimissioni immediate per Siri, accusato di aver aver favorito un imprenditore vicino ad ambienti mafiosi, modificando le norme difinanziamento nel settore eolico in cambio di una mazzetta di 30mila euro, mentre dal lato opposto il Carroccio si impunta: il sottosegretario leghista deve rimanere al suo posto, pena la «sfiducia verso un Presidente del Consiglio che non interpella la forza politica che lo ha messo a fare il sottosegretario», dice il Ministrodelle Politiche agricole Gian Marco Centinaio. Il giorno del giudizio sarà lunedì 29 aprile, quando Siri incontrerà il premier Conte di rientro dal viaggio in Cina. Proprio quel giorno, tra l'altro, potrebbero essere note le conversazioni al centro dell'accusa nei confronti di Siri.

Lo scontro interno alla Lega sul caso Siri

Lo scontro è ormai anche interno alla Lega. Nelle scorse oreRoberto Maroni aveva criticato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giorgetti per aver assunto Federico Arata, il figlio di Paolo FrancoArata. Giorgetti, dal canto suo, non le manda a dire all’ex Presidente della Regione Lombardia: «Maroni sta cercando di rientrare in gioco» e, in un’intervista a La Stampa, chiosa: «Federico Arata è indagato? No. E allora qual è il problema?».

Foto copertina: Ansa | Giuseppe Conte

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