Siri consegna il cellulare in procura: «Farò dichiarazioni», oggi parla Arata

L’imprenditore e il sottosegretario leghista sono indagati per corruzione

Il conto alla rovescia per le dichiarazioni in procura a Roma del sottosegretario alle Infrastrutture più conteso di sempre, Armando Siri, e dell’imprenditore e professore Franco Paolo Arata è agli sgoccioli. Oggi, 7 maggio, Franco Paolo Arata, assistito dall’avvocato Gaetano Scalise, si presenterà in procura per raccontare la propria versione dei fatti al procuratore aggiunto Paolo Ielo ed al pm Mario Palazzi. Sarà un interrogatorio a tutti gli effetti, alla presenza – anche – degli investigatori della Dia.

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Ansa|Armando Siri e Giuseppe Conte

I pm leggeranno ad Arata sia la famosa intercettazione in cui si sfoga col figlio Francesco a proposito di quanto gli sarebbe costato l’aiuto del sottosegretario, sia altre conversazioni ritenute rilevanti per i rapporti tra i due e rimaste finora inedite. La procura promette che tutto si svolgerà nel massimo riserbo e che gli atti saranno secretati, anche se l’argomento ha già suscitato la massima attenzione.

L’inchiesta

Franco Paolo Arata è al centro di due distinte indagini, una a Roma e l’altra a Palermo. A Roma risponde di corruzione assieme a Siri, perché, come si legge nel capo di imputazione,«Armando Siri, proponendoemendamenticontenenti disposizioni in materia diincentiviper il cosiddettominieolico,riceveva indebitamente la promessa e/o la dazione di 30mila euro da parte diArata». A Palermo, Arata assieme al figlio Francesco è accusato di intestazione fittizia di beni, a favore dell’imprenditore considerato vicino a Matteo Messina Denaro, Vito Nicastri.

Il nodo Giorgetti

La parte più delicata e probabilmente quella che è il vero punto della tensione politica all’interno del governo riguarda non tanto e non solo i rapporti tra Arata e Siri, ma quelli dell’imprenditore con il sottosegretario alla Presidenza del consiglio e uomo forte della Lega, Giancarlo Giorgetti. Proprio Giorgetti ha assunto come consulente della Presidenza del Consiglio l’alto figlio di Arata, Federico.Lo stesso Giorgetti ha messo le mani avanti nei giorni scorsi, con una frase riportata dal Giornale nella quale afferma: «Io il prossimo indagato? Non mi stupirebbe, capiterà a tutti a turno».

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Ansa|Giancarlo Giorgetti

Anche l’ex leader, Roberto Maroni, ha annunciato sibillinamente qualche giorno fa che è proprio Giorgetti il tema centrale dello scontro interno al governo. Di certo, alcune domande della procura di Roma riguarderanno proprio i rapporti tra Arata e altri membri del governo, incluso Giancarlo Giorgetti, tanto più che lo stesso capo di imputazione provvisorio che sta alla base del suo arresto parla di relazioni anche con altri esponenti politici e di governo.

Le mosse di Siri

Dopo aver annunciato di voler parlare ai pm, Armando Siri sta rapidamente cambiando strategia. Dopo l’interrogatorio di Paolo Franco Arata depositerà certamente una memoria scritta e non è chiaro se e quado renderà dichiarazioni, anche se il suo avvocato Fabio Pinelli assicura che il colloquio coi magistrati ci sarà. Per il sottosegretario, è l’interrogatorio di Arata il passaggio decisivo, perché si aspetta che l’imprenditore neghi di averlo mai pagato o avergli promesso soldi in cambio di un suo interessamento sul dossier mini-eolico.

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Shutterstock|Armando Siri

Siri, assistito dall’avvocato Fabio Pinelli,punta molto sul consegnare agli inquirenti una memoria che lo scagioni il più possibile: nei documenti da dare ai pm sta valutando di inserire il backup del cellulare con tutte le conversazioni avute con Franco Paolo Arata e figlio negli ultimi due anni.

I soldi a Milano

Basterà? Non è detto. Gli investigatori stanno lavorando anche su altre transazioni sospette che riguardano Siri. La procura di Milano ha aperto un fascicolo sull’acquisto da parte del sottosegretariodi una palazzina, con soldi transitati a San Marino, come ha anticipato Report. E la Dia indaga anche su questo.