Chi è l’uomo vestito da “Zorro” che ha srotolato uno striscione al comizio di Salvini

di OPEN

Si chiama Riccardo Germani, è un dirigente del sindacato Usb e non è nuovo a blitz di questo genere

[Aggiornamento del 19 maggio 2019.In una prima versione di questo articolo avevamo scritto che lo striscione era stato rimosso dopo un intervento della Digos. In realtà a rimuovere lo striscione è stato il proprietario dell'albergo dal quale si è affacciato il manifestante vestito da zorro. Ci scusiamo con gli agenti e con i lettori per l'imprecisione]

Si chiama Riccardo Germani, è un dirigente dell'Unione Sindacale di Base in Lombardia e il pomeriggio del 18 maggio, mentre in piazza Duomo a Milano cominciava il comizio di Matteo Salvini e degli altri leader sovranisti, si è travestito da Zorro e si è affacciato dalla finestra di un albergoche dà sulla piazza, con tanto di sciabola e striscione: "Restiamo Umani".

Chi è l'uomo vestito da

Lo striscione poi è stato rimosso dal direttore dell'albergo, che ha allertato la polizia locale.«Il vestito da Zorro me lo sono fatto fare su misura»,racconta Germani contattato al telefono da Open. «Il balcone da cui ci siamo affacciati fa parte di uno stabile privato. Ora la polizia è qui e ci sta prendendo i documenti, è tutto tranquillo. Forse ci denunceranno, ma ne vale la pena».

Germani è uno degli organizzatori del «Gran galà del futuro», la contromanifestazionepromossadall'associazione femminista Non Una di Meno e da "Milano antirazzista meticcia e solidale".

Il sindacalista non è nuovo a iniziative di questo genere: nel dicembre del 2011 protestò allaPrima della Scala presentandosi con una Limousine bianca. Germani e altri sindacalisti Usb riuscirono a raggiungere l'interno del porticato:«Siamo arrivati con una limousine, dopo aver superato 3 posti di blocco, perché in questo Paese chi ostenta ricchezza ha accesso ovunque».

Che c'entra Zorro?

Nei giorni scorsi è stato presentato il contestatissimo libroIo sono Salvini, una biografia del ministro dell'Interno edita da Altaforte, la casa editrice legata al partito di estrema destra CasaPounded esclusa dal Salone del Libro di Torino.

Nella prima pagina del libro, l'autrice riporta un aneddoto sull'infanzia di Salvini:«Di ingiustizie, nella vita, ne ha subite anche lui, sin da piccolo, quando racconta ironicamente che dall’asilo gli rubarono il suo pupazzetto di Zorro». L'aneddoto si è trasformato in un meme.