Genova, scontri tra Polizia e antifascisti al comizio di CasaPound: 5 feriti – Il video

I manifestanti hanno provato a forzare il blocco che li divideva dalla piazza di CasaPound. La polizia li ha respinti con cariche e lacrimogeni

Scontri tra Polizia e manifestanti antifascisti al comizio elettorale di CasaPound a Genova. Dopo un lancio di bottiglie e bastoni, gli agenti sono intervenuti, respingendo i manifestanti con i lacrimogeni. Intorno alle 20, i manifestanti hanno lasciato le piazze e si sono diretti in corteo verso la questura, dove hanno organizzato un presidio per chiedere la liberazione di due antifascisti sottoposti a fermo.

«Oggi è stata una giornata campale», ha detto il questore Vincenzo Ciarambino. «La polizia come al solito ha consentito l’esercizio dei diritti della democrazia soprattutto in una fase di campagna elettorale. Ci è stato tirato di tutto addosso: da fumogeni a biglie, bastoni, pietre e quant’altro. Non abbiamo reagito». A manifestazione conclusa, sono cinque le persone rimaste ferite, tra cui un giornalista di Repubblica e due carabinieri.

Gli scontri sono andati avanti per mezz’ora e sono avvenuti in due punti. Il primo a poca distanza da piazza Marsala, dove è stato allestito il palco da cui il partito di estrema destra ha tenuto il suo comizio davanti a una ventina di persone. Il secondo a piazza Corvetto, a pochi metri dal comizio di CasaPound dove un altro gruppo di manifestanti ha provato a sfondare il blocco ed è stato respinto con cariche e lancio di fumogeni sparati ad altezza d’uomo.

I manifestanti anti-fascisti sono un migliaio, sorvegliati a vista da 300 uomini delle forze dell’ordine tra Digos, Polizia e Carabinieri. La contro-manifestazione era stata annunciata da giorni. Nel corteo che ha attraversato la città ci sono anche la Cgil, i lavoratori portuali, gli antagonisti, l’associazione “Genova antifascista” e alcuni studenti. Una parte della Cgil è rimasta in picchetto davanti alla prefettura, mentre il luogo del comizio è stato chiuso con le grate antisommossa e i blindati.

In serata il questore di Genova, Vincenzo Ciarambino, ha incontrato all’ospedale Galliera il giornalista de la Repubblica, Stefano Origone rimasto ferito in una carica della polizia durante gli scontri. Origone ha due dita di una mano fratturate e varie ecchimosi a causa dei colpi subiti. Il questore ha chiesto scusa al giornalista.

Cgil, Arci, Anpi, Libera, Comunità di San Benedetto al Porto hanno espresso solidarietà al giornalista rimasto ferito. «Come avevamo chiesto nei giorni scorsi alle istituzioni, la manifestazione di CasaPound non era da autorizzare. Genova, per la sua tradizione, non può tollerare chi si richiama esplicitamente all’ideologia fascista- si legge in un comunicato congiunto – La richiesta alle Istituzioni non cambia: basta con le provocazioni da parte di associazioni e movimenti politici che non rientrano nell’alveo della nostra democrazia».

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