A Ragusa una volontaria accusa di razzismo la biblioteca comunale

Ma la bibliotecaria nega: «Nessuna discriminazione, abbiamo seguito la procedura»

Martina Nicastro lavora come volontaria al Centro Sprar Vivere la vita di Ragusa. Giovedì scorso ha scritto una lettera al primo cittadino della sua città, Peppe Cassì, per denunciare un presunto caso di razzismo. La lettera è stata poi ripresa da Ragusa Oggi.

Nel testo inviato dalla giovane al sindaco, si racconta della discriminazione manifestata nei confronti di una bambina ivoriana di appena 10 anni che Martina aveva accompagnato in biblioteca.

Non possiamo accettare nessun episodio di razzismo, men che meno in un luogo di cultura come la nostra…

Posted by Peppe Cassì on Tuesday, June 4, 2019

«L’accoglienza che ci è stata riservata oggi (ma anche in altra occasione) sfocia oltre i limiti del razzismo e della più becera ignoranza», si legge nella lettera pubblicata dal sindaco sul suo profilo Facebook.

La lettera poi continua: «L’addetta alla segreteria si rifiuta, infatti, di iscrivere la bimba, regolarmente presente nel territorio con permesso di soggiorno e residenza, in quanto definita ‘inaffidabile’ per il solo fatto di essere straniera».

La ragazza poi accusa la dipendente comunale di essersi lasciata andare a commenti sulle proprie idee politiche poco inclini alla tolleranza e all’accoglienza.

Così a Palazzo dell’Aquila è scattata l’indagine interna, con la convocazione della dipendente che, nell’occasione, avrebbe negato tutto. Secondo l’accusata, infatti, tutto sarebbe stato frutto di un malinteso.

Non ci sarebbe stato alcun intento discriminatorio, piuttosto l’applicazione del regolamento della biblioteca che nega l’iscrizione ai bambini che arrivano in biblioteca e non sono accompagnati dai genitori o da una tutrice/un tutore. 

Non essendo, Martina, né l’una né l’altra cosa, i libri sono stati consegnati direttamente alla ragazza e non, come da richiesta, alla bambina.

Foto di repertorio

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