Strage di Erba, Azouz Marzouk: «Torno in Italia: Rosa e Olindo innocenti» – L’intervista

In quella strage ha perso moglie, figlio e suocera. Ma secondo un parente delle tre vittime, Marzouk è soltanto in cerca di soldi

«Sono tornato in Italia perché voglio vincere questa mia seconda battaglia, quella del processo di Erba. Non credo che a uccidere mia moglie, mio figlio e mia suocera siano stati Rosa e Olindo», così Azouz Marzouk a Open. Si tratta dell’uomo che nel 2006 perse la moglie Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk e la suocera Paola Galli, assassinati – secondo la giustizia – da due vicini di casa, Rosa e Olindo. Una coppia di insospettabili, condannati all’ergastolo e da tempo reclusi nel carcere di Bollate.

Il massacro di Erba

Gli omicidi risalgono all’11 dicembre 2006 a Erba, in provincia di Como: le vittime si chiamavano Raffaella Castagna, Youssef Marzouk (rispettivamente moglie e figlio di Azouz Marzouk), la suocera Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini. Il marito di quest’ultima, Mario Frigerio, invece, rimase gravemente ferito morendo per cause naturali nel 2014.

«Finalmente si ritorna nella mia amata Italia» ha scritto su Facebook Azouz martedì scorso pubblicando un selfie con la sua seconda moglie. Non metteva piede nel nostro Paese dal 2011: i magistrati avevano emesso contro di lui un decreto di espulsione. Provvedimento che oggi è stato superato. «Un diritto che mi spetta» dice a Open.

«Rosa e Olindo innocenti»

Da Lecco, dove si trova in questi giorni, continua a sostenere che Rosa e Olindo potrebbero essere innocenti: «I giudici stabiliranno la verità ma io non credo alla versione ufficiale». Troppe contraddizioni secondo Azouz: è chiaro che il suo obiettivo resta quello di ottenere una revisione del processo di Erba, ma al momento l’apertura di nuove indagini è stata negata. «Li vorrebbe incontrare?» gli chiediamo. «Devo ancora decidere» è la sua risposta.

Le presunte interviste a pagamento

Sulla bacheca Facebook del programma “Sono innocente”, intanto, è comparso questo messaggio: «Azouz torna in Italia. Non risponderà più a chiamate dei media. Potete rivolgervi a me per concertare i termini economici per rilascio di esclusive o interviste basate sulle dichiarazioni che farà in tribunale al fine di far scarcerare Rosa e Olindo ingiustamente condannati». Firmato Ombretta, una donna che, raggiunta telefonicamente dal Fatto Quotidiano, conferma tutto. «Sento le proposte economiche, faccio da passacarte» dice lei. A Open Azouz Marzouk si limita a un «no comment».

La replica di Beppe Castagna

«Non mi stupisce affatto la brama di monetizzare di Azouz. Per denaro sposò mia sorella, per denaro vendette a Corona in esclusiva le immagini dalla camera ardente nella sua casa in Tunisia delle bare di mia sorella e mio nipote (io c’ero), per denaro si costituì parte civile insieme anche ai suoi genitori contro i Romano. Per denaro ora fa l’innocentista, sperando in qualche ospitata o intervista ben pagata. Per denaro punta il dito contro di noi. Denaro, denaro e denaro» è la replica a Open di Beppe Castagna, fratello, zio e figlio di tre delle quattro vittime del delitto di Erba.

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