Cosa succede dopo la tregua nel governo: decreto sicurezza-bis e taglio tasse?

Martedì a Palazzo Chigi riunione del Consiglio dei Ministri. Il leader leghista punta all’approvazione del decreto presentato al Cdm due settimane fa

Il prossimo Consiglio dei Ministri è programmato martedì 11 giugno, quando saranno ormai archiviate le elezioni amministrative e le analisti post-voto e i due vice-premier saranno a Roma. All’ultima riunione presieduta da Giuseppe Conte (il 30 maggio) Matteo Salvini non si era nemmeno presentato: si discutevano alcune leggi regionali.

Questa volta invece il leader leghista, con in tasca i risultati dei ballottaggi, spera di vedere la firma sul provvedimento simbolo della Lega in tema immigrazione: la seconda parte del decreto sicurezza bis. La fase due del governo, annunciata dal presidente del Consiglio Conte, potrebbe partire da qui. Ma i punti da discutere sono anche altri.

Il decreto Sicurezza-bis

Il testo era stato presentato due settimane fa durante il Consiglio dei Ministri per una prima analisi, insieme al decreto Famiglie proposto dal Movimento 5 Stelle. Non si conosce la versione definitiva del testo: da oltre un mese circolano numerose bozze in cui ci sono norme per una stretta al soccorso dei migranti in mare e la gestione della pubblica sicurezza durante le manifestazioni.

Il taglio delle tasse

Sia Luigi Di Maio che Matteo Salvini hanno promesso una riduzione delle tasse all’indomani della lettera della Commissione europea che ha annunciato l’avvio della procedura di infrazione per debito eccessivo per l’Italia. Secondo molti osservatori, questa promessa non sarebbe coerente con le misure chieste da Bruxelles.

«Si fanno sicuramente tutti i tagli delle spese inutili dello Stato anche quest’anno, si fa la lotta all’evasione, con il carcere per i grandi evasori, però dobbiamo abbassare la tassazione per riuscire a fare ripartire l’economia e questo lo dobbiamo fare anche con dei margini che ci deve dare l’Unione europea sugli investimenti, sull’abbassamento del cuneo fiscale», ha detto il capo politico M5S.

Tra i punti del contratto di governo c’è la tassa piatta (che poi esattamente piatta non è): «Introduzione di aliquote fisse al 15% e al 20% per persone fisiche, partite Iva, imprese e famiglie». La Lega vorrebbe estendere la flat tax (già attiva per le partite Iva) alle imprese e alle famiglie con un un reddito fino a 50mila euro; il Movimento 5 Stelle vorrebbe usare il meccanismo del coefficiente familiare.

I cantieri

La conversione in legge del decreto Sblocca-cantieri deve avvenire entro il 17 giugno: si attende il via libera della Camera. Sono state sospese fino a dicembre 2020 alcune norme del codice degli appalti, tra queste l’obbligo per i comuni di fare gare attraverso stazioni appaltanti, l’obbligo di scegliere i commissari di gara dall’albo Anac.

Fissata a 1 milione di euro la soglia sotto la quale è possibile affidare i lavori previa procedura semplificata. Dopo la conversione in legge, il governo dovrà scegliere i commissari (o il commissario) straordinario delle opere pubbliche.

L’autonomia differenziata

Il Movimento 5 Stelle, dopo le iniziali resistenze dovute a un timore per la possibile penalizzazione delle regioni del Sud, sembra pronto a votare l’autonomia chiesta dalle regioni del Nord.

Del tema si era occupato il consiglio dei Ministri del 14 febbraio 2019, ma dopo le intese siglate con le tre regioni (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna) ci sarà bisogno del passaggio parlamentare: ancora non è chiaro se il parlamento potrà intervenire concretamente sulle singole intese oppure no.

Insomma, di elementi da discutere ce ne sono tanti, tutti altamente simbolici per la Lega. Ma i Cinque stelle sembrano pronti a mediare senza le ire pre-elettorali.

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