Europee, cala il gradimento del Governo dopo il voto. Chi sono i ministri più amati

A causare un calo di gradimento sarebbero le continue liti all’interno dell’esecutivo

«Il Governo non è bello se non è litigarello», diceva Silvio Berlusconi. Una frase con cui oggi gli italiani però non sarebbero d’accordo. All’indomani delle elezioni europee infatti sembrerebbe che proprio i continui battibecchi nell’esecutivo abbiano fatto perdere qualche punto di gradimento dei cittadini verso il governo e di conseguenza verso i suoi leader.

Il premier Giuseppe Conte perde 6 punti rispetto a inizio maggio attestandosi al 53%. Scende pure Matteo Salvini che perde 2 punti e si posiziona sullo stesso gradino di Conte: 53%. L’altro vicepremier, Luigi Di Maio, scende di 5 punti (il suo indice di gradimento è del 32%). L’esecutivo nel suo complesso registra un calo di 4 punti in un mese (8 punti dall’insediamento) con un indice di gradimento del 52%. È quanto emerge da un sondaggio Ipsos pubblicato sul Corriere della Sera.

Conte e Salvini rimangono comunque i leader più apprezzati. Mentre tra i ministri è Giulia Bongiorno (Pubblica amministrazione) la “più amata” con un indice di gradimento del 41%, due punti in più rispetto a marzo. Al secondo posto il ministro dell’Economia Giovanni Tria (36%, +1%). Sul podio anche il ministro alle politiche agricole Gian Marco Centinaio (28%). Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli perde 7 punti e si trova in basso nella classifica (21%). All’ultimo posto la ministra per il Sud Barbara Lezzi (20%).

C’è da dire però che un calo del gradimento del governo è fisiologico dopo 12 mesi alla guida del Paese. Nell’arco dei primo anno quasi tutti gli esecutivi hanno registrato una flessione. Il governo Conte rimane comunque uno dei più apprezzati degli ultimi anni, lo precede solo il governo Berlusconi che nel 2008 è partito con un gradimento del 63% e a un anno, pur registrando un calo, contava su un indice di gradimento del 55,7%.

Per quanto riguarda il gradimento dei ministri del governo Conte bisogna tenere conto anche della notorietà delle singole personalità. Negli ultimi giorni si è parlato di un imminente rimpasto di governo e il nome di Toninelli è spuntato più volte tra i possibili “licenziati”.

Il confronto con i governi precedenti

Per fare un confronto con i governi precedenti quello di Matteo Renzi, per esempio, a un anno dall’insediamento contava su un indice di gradimento del 45,1% (rispetto al 52% del governo Conte). Mentre lo stesso Renzi era al 48,1%. L’esecutivo del Pd dopo un anno ha registrato un calo di 17,5 punti rispetto al suo esordio quando l’indice era al 62,6% (più alto di più di due punti di quello di Conte al momento dell’insediamento). Il premier era dato al 65,3% (Conte al 63% quando ha preso in carico il mandato).

Il governo di Romano Prodi, invece, al momento dell’insediamento nel 2006 è partito con un indice di gradimento del 53,7%, ma in 12 mesi ha registrato una flessione che lo ha portato al 36,3%. Nel 2011 Mario Monti si è insediato con un gradimento del 60,9%, pur registrando un calo nel corso del primo anno, a 12 mesi dell’insediamento contava su un indice di gradimento di 50,3%. Enrico Letta è partito con un 60% dei consensi, calati al 40% quando a poco meno di un anno dall’insediamento ha lasciato il governo a Matteo Renzi.

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