Germania, l’uomo sospettato per l’omicidio del politico pro-migranti ha diversi precedenti

Il politico era stato insultato e minacciato per le sue posizioni pro migranti

È un ex militante dell’Npd, il Partito Nazionaldemocratico di Germania (estrema destra), l’uomo di 45 arrestato ieri e sospettato di aver ucciso l’esponente della Cdu Walter Luebcke, noto per il sostegno all’accoglienza dei migranti.

Walter Luebcke, è stato trovato senza vita in casa due settimane fa con un colpo di pistola alla testa. Il presunto assassino sarebbe stato incastrato grazie alla prova del Dna.

Secondo il settimanale Der Spiegel era stato arrestato 10 anni fa a Dortmund insieme ad altri 400 nazionalisti autonomi, che avevano attaccato una manifestazione della Confederazione tedesca dei sindacati.

L’uomo sarebbe stato già indagato in passato per violenze, violazione della legge sulle armi, reati contro la proprietà, ma non è chiaro se e in quali casi sia stato condannato.

Così come non è chiaro il movente che avrebbe spinto l’uomo a uccidere Luebcke la polizia – sempre secondo la stampa tedesca – sta setacciando computer, smartphone documenti trovati in casa del sospettato.

Da amministratore locale, Luebcke gestì l’accoglienza dei migranti nei centri di accoglienza durante l’autunno del 2015, quando la Germania aprì le porte a oltre 750.000 migranti, in particolare rifugiati siriani, afghani e iracheni.

Questo suo impegno aveva attirato minacce e insulti, continuati anche dopo la morte: fatto, quest’ultimo, che ha provocato una vasta ondata di indignazione in Germania.

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