I ghiacci dell’Himalaya si ritirano più velocemente: lo rivelano anche i satelliti spia

I segni dei cambiamenti climatici sono rimasti impressi anche nelle foto dei vecchi satelliti spia

Una carrellata di studi pubblicati anche a poca distanza di tempo l’uno dall’altro continuano a confermare, attraverso metodi diversi, l’esistenza di una tendenza nella temperatura media del Pianeta ad aumentare. 

Oggi possiamo far riferimento anche a quanto risulta dalle rilevazioni dei satelliti spia americani sui ghiacci dell’Himalaya. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science Advances, confermando un acceleramento nella loro riduzione.

Le conferme precedenti

Anche la correlazione tra cambiamenti climatici e attività industriale continua a essere confermata. Recentemente anche la Nasa, unendo le forze col Noaa e il Goddard institute, aveva già pubblicato uno studio che accertava l’attendibilità delle analisi e proiezioni fatte fino a oggi

Avere rilevazioni accurate, andando a ritroso anche di decenni, permette di realizzare proiezioni sempre più aggiornate sulle conseguenze delle nostre emissioni qualora non riuscissimo a trovare delle soluzioni in tempo; alcune sono piuttosto preoccupanti.

Cosa rivelano i dati satellitari

Così i ricercatori della Columbia University si sono trovati ad analizzare quanto riportato nei dati raccolti dai satelliti lanciati negli anni ’70 e ’80, all’epoca della Guerra fredda.

I dati mostrano una riduzione dei ghiacci di un quarto nel giro di una quarantina d’anni, cosa che comporterà in un futuro non troppo lontano problemi rilevanti nei paesi che confinano con la catena montuosa: Cina, Pakistan e India.

Secondo uno dei ricercatori, il professor Joerg Schaefer, i danni all’ecosistema globale sono difficili da ignorare: 

«Sembra devastante e non c’è alcun dubbio nella mia mente, non un briciolo di dubbio, che quello che stiamo vedendo sia l’impatto della crisi climatica».

Dalla Guerra fredda alla crisi climatica

I risultati sono importanti anche perché riguardano dati raccolti da strumenti che non erano destinati a “spiare” la Terra, bensì i paesi al di là della Cortina di ferro, nell’ambito della missione Hexagon.

In tutto sono stati analizzati oltre 650 ghiacciai lungo un’estensione di duemila chilometri. Ad aiutare i ricercatori anche un apposito software per analizzare le vecchie immagini, declassificate solo dieci anni fa.

A detta degli esperti che si sono trovati a esaminare i risultati dello studio, «si tratta della più evidente prova raccolta finora di quanto velocemente i ghiacciai dell’Himalaya si stiano sciogliendo dal 1975 a oggi».

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