In Antartide gli scienziati “assumono” le foche per studiare il cambiamento climatico

Anche gli animali sono vittime dei cambiamenti climatici, e possono aiutarci a studiarne gli effetti

Quando si studiano le conseguenze dei cambiamenti climatici non sempre è facile effettuare delle misurazioni in loco. Studiare la temperatura dei mari o il ritiro delle calotte glaciali, potrebbe significare esplorare regioni del Mondo proibitive.

Nell’Antartide occidentale un team di ricerca ha pensato bene di assumere delle foche dotate di appositi dispositivi satellitari, col compito di esplorare le profondità dell’oceano. 

Come vengono “assunte” le foche

La spedizione guidata dall’ecologista e oceanografo Lars Boehme si è svolta in un’isola al largo dell’Antartide occidentale dove le foche sono praticamente prive di predatori, cosa che permette agli scienziati del suo team di avvicinare questi animali anestetizzandoli senza troppi problemi.

Una volta risvegliate le foche si ritrovano in testa un dispositivo dalle dimensioni di uno smartphone, con una antenna che le fa sembrare degli unicorni piuttosto in carne.

La procedura non è invasiva, l’apparecchiatura viene fatta aderire nelle loro teste senza causare traumi. Resterà loro uno strano senso di pesantezza alla testa e il ricordo di un insolito “assalto” da parte di esseri umani con vestiti arancioni.

Gli scopi della ricerca

Diversi ghiacciai dell’Antartide rischiano di crollare a causa degli strati di acqua più calda chiamata “acqua profonda circumpolare”. Boehme e il suo team stanno cercando di capire come questo avvenga esattamente.

La loro ipotesi è che il cambiamento delle correnti possa aver incrementato il fenomeno, accelerando lo scioglimento dei ghiacci. Grazie all’impiego di foche dotate di appositi dispositivi è possibile monitorare le correnti d’acqua calda che si stanno facendo strada sotto la calotta.

Questi animali prestati alla Scienza devono raccogliere diversi dati, come spiega lo stesso Boehme: 

«Registriamo temperatura, salinità e profondità ogni volta che un esemplare si immerge e quando torna in superficie, i dati vengono trasmessi in tempo reale a una stazione di terra».

I dati saranno poi messi a disposizione di tutta la comunità scientifica, come avviene con tutte le misurazioni di questo genere, a beneficio di chi poi dovrà studiarli, traendo delle proiezioni sugli andamenti futuri del clima e delle sue conseguenze. 

Ci sono già esempi recenti, come lo studio della Nasa in collaborazione col Noaa, o quello effettuato mediante i satelliti spia americani. La lista può essere molto lunga.

Foto di copertina: Linda Welzenbach/Rice University/Una foca con dispositivo per misurare la temperatura delle acque in Antartide.

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