L’allarme del Wall Street Journal: «Dispositivi Huawei più vulnerabili ad attacchi hacker»

Uno studio dimostrerebbe che i prodotti dell’azienda avrebbero più probabilità di contenere difetti sfruttabili dagli hacker, rispetto a quelle delle società concorrenti

Secondo una ricerca condotta da esperti di sicurezza informatica, di cui dà notizia il Wall Street Journal, le apparecchiature per le telecomunicazioni prodotte da Huawei hanno molte più probabilità di contenere difetti sfruttabili dagli hacker, rispetto a quelle delle società concorrenti.

Lo studio, condotto dalla società americana di cybersicurezza Finite State e presentato a funzionari di alto livello di diverse agenzie governative americane e britanniche, documenta i numerosi difetti delle apparecchiature Huawei, ma non «accusa la società di crearli deliberatamente nei suoi prodotti». «Senza dettagli – ha spiegato al Wsj un funzionario di Huawei – non possiamo commentare l’analisi».

Secondo i ricercatori, più della metà dei quasi 10mila software testati in oltre 500 varianti di dispositivi di rete contenevano almeno una vulnerabilità. Per la società di sicurezza, riporta il Wsj, «il tasso di vulnerabilità riscontrato nelle apparecchiature Huawei è di gran lunga superiore alla media dei dispositivi fabbricati dai suoi concorrenti e il 55% dei software testati conteneva almeno una vulnerabilità». Gli autori descrivono queste vulnerabilità una «potenziali backdoor», porte di servizio che potrebbe consentire l’accesso ad un utente malintenzionato.

Il National Cyber Security Center della Gran Bretagna ha esaminato la ricerca e l’ha trovata «ampiamente allineata con l’analisi tecnica contenuta nel rapporto dell’agenzia, pubblicato a marzo». Il rapporto britannico ha accusato Huawei di aver ripetutamente evitato di affrontare i difetti di
sicurezza noti nei suoi prodotti e ha ammonito l’azienda per non aver dimostrato impegno nel risolverli.

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