Sea Watch: dopo l’arresto di Carola Rackete, gara di solidarietà di tweet e messaggi

La chiamano «O Capitano, mio Capitano!», e c’è chi la propone per il Nobel per la Pace

È stata arrestata alle prime ore di sabato 29 giugno dalla Guardia di Finanza, Carola Rackete, capitano della Sea Watch 3 che ha portato in salvo 42 migranti facendoli sbarcare sulle coste di Lampedusa, e che ora attende dai domiciliari l’interrogatorio di garanzia.

Al reato di immigrazione clandestina, si è aggiunta la violazione dell’articolo 1100 del codice della navigazione che ha portato al suo arresto. Ma i capi di imputazione potrebbero aumentare col passare delle ore.

Dopo l’arresto, accompagnato dalla diffusione di un video, pubblicato dal gruppo Facebook della Lega di Lampedusa, contenente insulti diretti contro il capitano della Sea Watch, il mondo del web in queste ore ha scritto post, twittato e rilasciato dichiarazioni a mezzo stampa a favore della ragazza appena trentunenne protagonista in questi giorni delle cronache di tutto il mondo.

Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, ospite a Milano per i 25 anni di Emergency, ha detto: «Se Rosa Parks non si fosse seduta dove non poteva, ci sarebbe ancora l’apartheid, ci sono momenti dove bisogna scegliere e davanti ad una legge sbagliata, bisogna cambiare la legge».

L’attore Alessandro Borghi, protagonista della serie tv Suburra e del film Sulla mia pelle, si è limitato a poche parole, ma chiare, per commentare la vicenda: «Un paese in cui chi salva delle vite commette un reato», ha detto.

C’è chi ha preso in prestito dei versi di Walt Whitman, resi poi celebri dal film L’attimo fuggente e si è rivolto a Rackete chiamandola «O capitano, mio capitano!».

In tanti si sono mobilitati per scrivere un commento, un pensiero di solidarietà.

E c’è chi, come l’economista e attivista keniana e statunitense d’adozione, Shailja Patel, azzarda una candidatura al Premio Nobel per la Pace in virtù del gesto compiuto dal comandante della Sea Watch.

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