Terremoto tra le toghe, il pg Fuzio travolto dalle intercettazioni: «Condotte gravi, ora si dimetta»

L’accusatore del pm di Roma finisce nelle intercettazioni. Sarebbe stato lui a rivelargli parte dell’inchiesta di Perugia. E l’Anm lo molla

Nel caos che sta travolgendo il mondo della magistratura è finito anche il procuratore generale in Cassazione, Riccardo Fuzio, dopo la diffusione delle intercettazioni che lo vedono coinvolto in un colloquio con Luca Palamara.

Un colloquio controverso, considerando che Fuzio è lo stesso che ha avanzato alla commissione disciplinare del Csm la sospensione di Palamara dalle funzioni e dallo stipendio.

A poche ore dall’apertura dell’udienza Palamara al Csm di oggi, 2 luglio, è arrivata la durissima presa di posizione dell’Associazione nazionale dei magistrati che ha chiesto a Riccardo Fuzio, procuratore generale della Cassazione, un «gesto di responsabilità», ovvero quello di dimettersi.

«Le dettagliate notizie di stampa pubblicate ieri, riguardanti il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, fanno emergere un nuovo, sconcertante episodio nel quadro già molto grave emerso dagli atti dell’indagine della Procura di Perugia – spiega la Giunta Esecutiva Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati – sono condotte ancora più gravi in quanto riferite al titolare di un ufficio che ha, tra le proprie prerogative, anche l’esercizio del potere disciplinare, ed è membro di diritto del Consiglio Superiore della Magistratura».

La magistratura, le istituzioni repubblicane e i cittadini, dunque, «si attendono oggi un gesto di responsabilità, capace di separare la vicenda personale, e il corso delle indagini, dalle istituzioni, onde preservarle da ulteriori effetti devastanti rispetto a quelli che già si sono prodotti».

Oggi il Csm decide su Palamara

Sul deferimento di Fuzio al collegio dei probiviri dell’Anm dovrà comunque pronunciarsi il prossimo 6 luglio il Comitato direttivo centrale dell’Associazione.

Di cosa è accusato Fuzio

Riccardo Fuzio, nei colloqui avvenuti il 21 e 22 maggio scorso, avrebbe svelato al collega Palamara le notizie relative all’inchiesta di Perugia. I due, secondo il settimanale L’Espresso, avrebbero parlato dell’esposto del pm della Capitale Stefano Fava contro i due colleghi Paolo Ielo e Giuseppe Pignatone e del tema delle nomine dei procuratori capo di Roma e Perugia.

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