Svolta ambientalista in Vaticano, stop alla plastica monouso: «Entro 3 anni, differenziata al 75%»

Lo stato papale ricicla il 55% dei rifiuti e punta sull’economia circolare

Arriva un’altra piccola quanto importante svolta ambientalista dentro le mura vaticane. Anche nel piccolo Stato di Papa Francesco sarà infatti vietata la vendita di plastica monouso, dopo la decisione simile già presa dall’Unione europea.

In Vaticano già il 55% dei rifiuti viene differenziato, con l’obiettivo di arrivare al 75% in tre anni. Come spiegato da Rafael Ignacio Tornini all’Ansa, il responsabile del Servizio giardini e nettezza urbana: «Nel 2016 è stata creata un’isola ecologica che ormai chiamiamo eco-centro, nel 2016 è stata rafforzata con lavori di ristrutturazione».

«Ormai siamo in grado di gestire circa 85 codici Cer – continua Tornini – che sono i codici di rifiuti europei. In questi primi sei mesi siamo arrivati ad un 2% di materiale indifferenziato, quindi un 98% di differenziato. L’obiettivo è arrivare nel 2020 allo 0 virgola in modo tale da chiudere un cerchio completamente virtuoso».

La gestione della raccolta rifiuti in Vaticano avviene principalmente tramite cassonetti, con un porta a porta ancora non completamente avviato. Da cinque mesi si è dato il via alla raccolta dell’umido con annesse catene di economia circolare, come la creazione del terriccio da compost.

«Lavoriamo per mettere nel mercato la minor quantità di rifiuto possibile – assicura Tornini -, quello che scartiamo cerchiamo di riutilizzarlo nel giardino come concime di buona qualità, o qui o a Castel Gandolfo. Lo smaltimento poi avviene in Italia ma in un modo ordinato o più ordinato possibile».

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