Generazione debito: i giovani italiani vivono una vita a noleggio, tra rate da pagare e crediti insoluti – I dati

Il credito insoluto dei ragazzi italiani di età compresa tra i 18 e i 25 anni è cresciuto del 2600%, passando da 1 milione di euro totali del 2013 ai 26 milioni del 2018

I giovani italiani stanno vivendo una situazione inedita per quella che è la tradizione economica delle famiglie italiane. Indebitarsi, già prima di avere una situazione occupazionale solida, o magari una casa, dei figli. Insomma, l’appuntamento con le rate da pagare arriva in anticipo. Le cause sono molteplici e, per non vivere una vita a rate, è meglio conoscere il panorama attuale per affrontare le spese con più consapevolezza.

I dati

L’osservatorio SiCollection, società specializzata nel recupero credito, ha fotografato l’evoluzione del debito, o meglio del credito insoluto, che i giovani hanno accumulato negli ultimi cinque anni. L’indebitamento dei ragazzi italiani di età compresa tra i 18 e i 25 anni è cresciuto del 2600%, passando da 1 milione di euro totali del 2013 ai 26 milioni del 2018.

Cause del credito insoluto

C’è una causa interna al nostro Paese e una condizione invece comune che si è diffusa a macchia d’olio con la globalizzazione. In Italia, aumentano i working-poor, cioè quei lavoratori che, nonostante un impiego, non riescono a uscire dalla soglia di povertà. Secondo i dati Eurostat, nel 2017 il 12,3% dei lavoratori italiani. E sono tre i fattori che vanno a infuocare questa situazione: i bassi salari, l’aumento di tasse e spese fisse, e la discontinuità del lavoro. Condizioni comuni a gran parte dei giovani, che si trovano costretti a chiedere soldi in prestito.

La disoccupazione giovanile elevata non va a compensare l’aumento dei costi dei beni che diventano necessità nella società odierna. Viviamo una vita a noleggio: si compra tutto a rate o in leasing, dagli smartphone alle automobili, dalle vacanze agli elettrodomestici. Il reddito, se c’è, è basso per gli standard di vita: pagare 300 euro al mese per un leasing, 40 euro per l’ultimo cellulare, danno l’illusione di potersi permettere quei beni. Finché poi ci si ritrova nella condizione di non riuscire a pagare tutto ciò di cui si è usufruito.

I consumatori del futuro

«Sebbene la classe di età delle persone maggiormente indebitate sia quella degli over 46, con più di 326 milioni di euro, aziende e banche dovrebbero prendere in considerazione il dato relativo ai più giovani, che sono i consumatori del futuro – avverte l’amministratore delegato di SiCollection, Carlo Losco -. La mancanza di educazione finanziaria, unita all’alto livello di disoccupazione giovanile del 32% in Italia e alla difficoltà di ripagare i prestiti contratti per avviare una propria attività o per acquistare beni materiali, sono elementi da non sottovalutare per l’influenza che potrebbero avere sulle tendenze dei prossimi anni».

L’aumento dei prestiti

Secondo uno studio di Facile.it e Prestiti.It che ha analizzato i primi cinque mesi del 2019, c’è stato un aumento del 30% rispetto all’anno precedente dei prestiti richiesti dagli italiani per andare in vacanza. E un finanziamento su tre è stato erogato a under 30. Ma è un trend che riguarda un po’ tutte le spese: sono richiesti sempre più prestiti per organizzare matrimoni, pagare spese mediche, frequentare master specializzanti. L’importo medio richiesto è di circa 10 mila euro, calcolati su oltre i 67 miliardi di euro di prestiti erogati agli italiani nel 2018.

Educazione finanziaria carente

Ma non è solo il calo del potere d’acquisto delle famiglie italiane a preoccupare gli esperti. «La scelta di indebitarsi non va demonizzata, ma l’educazione finanziaria insegna proprio a far sì che sia sostenibile. Per questo è importante anche una conoscenza tecnica, per esempio su quanti anni servono se si paga un tasso del 20% composto», ha commentato il professor Francesco Saita, Università Bocconi, al Giorno. Le iniziative di educazione finanziaria si moltiplicano: per esempio l’azienda bolognese Crif, per la gestione del credito, ha lanciato Faccio Tesoro, un set informativo per aiutare i ragazzi nella pianificazione delle spese importanti.

Un problema comune ai cittadini stranieri

Del circa 1 miliardo di credito insoluto presente in Italia nel 2018, il 49% è stato accumulato da cittadini di nazionalità estera. Si parla di circa 447 milioni. Cinque anni fa, nel 2013, la quota d’indebitamento in capo agli stranieri corrispondeva ad appena il 13% del totale. Non solo i giovani, quindi, si trovano nella situazione sempre più comune di non riuscire a pagare i debiti contratti con banche e istituti di prestito.

Cosa succede fuori dall’Italia

Bisogna considerare i prestiti per pagare le rette universitarie e i master, sempre più incisivi per il salto di carriera cercato dai giovani. E se in Italia è un problema, quello dell’indebitamento per l’istruzione, che si sta rivelando negli ultimi anni, negli Stati uniti è un problema annoso: le rette universitarie aumentano, a differenza dei salari, e i nuovi lavoratori non ce la fanno a pagare i debiti universitari contratti.

Negli Usa, 44 milioni di giovani hanno accumulato 1.400 miliardi di dollari di debiti. In Svizzera, il 28% dei giovani dai 18 ai 24 anni è indebitato. Secondo uno studio dell’Università di scienze applicate del nordovest della Svizzera, L’Fhnw, stiamo parlando di 246 mila ragazzi. Nella confederazione c’è anche una segmentazione in base al genere: i ragazzi hanno accumulato debito per gli acquisti online, specialmente per la telefonia, le ragazze per pagarsi le spese mediche.

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