Caso Russia-Lega, Renzi non parlerà in Senato: scintille nel Pd nel giorno peggiore per Salvini

L’ex premier sostiene che ci siano state pressioni per costringerlo a ritirare il discorso. E i renziani accusano i parlamentari zingarettiani di volerlo zittire

«Oggi il Governo è in aula per parlare di Russia, rubli, 49 milioni di euro. Avevo chiesto di poter intervenire contro Matteo Salvini a nome del Pd». Ma Matteo Renzi ha rinunciato al suo intervento durante l’informativa del premier Giuseppe Conte sullo scandalo dei presunti fondi russi alla Lega e la colpa sarebbe dello stesso Pd.

«La cosa ha suscitato polemiche interne dentro al partito da parte dei senatori vicini alla segreteria. E siccome ritengo assurdo che nel giorno in cui Salvini deve parlare dei suoi guai, una parte del Pd attacchi me ho deciso di rinunciare all’intervento, ringraziando comunque il Presidente Marcucci per la disponibilità», scrive Renzi in un post su Facebook.

«Attaccano il Matteo sbagliato – dice Renzi. – Ma penso anche che non valga la pena dividersi su questo: sarò in aula ad applaudire il collega che parlerà a nome del Pd». E ha annunciato una diretta su Facebook alle 19 per dire «ciò che penso della vicenda Salvini e non solo».

La polemiche dei renziani

Dopo il post di Renzi, i renziani sono partiti all’attacco: Luciano Nobili ha accusato i parlamentari zingarettiani di condividere col M5s la volontà di zittire Renzi.

Anche Calenda è intervenuto per rilanciare la proposta di creare un coordinamento dei Big del Pd, una delle proposte che presenterà alla direzione di venerdì.

La replica di Zingaretti

Il segretario del Pd si è sfilato dalle accuse di voler zittire Renzi, mostrandosi basito per la polemica boomerang: «Francamente non capisco cosa sta succedendo. Una discussione sul Russiagate sta diventando una discussione sul Pd. Ieri ho incontrato i due capigruppo in uno spirito molto positivo e di totale collaborazione per coordinarsi oggi dopo l’intervento di Matteo Renzi in aula a nome di tutto il Pd. Ora riesplode una polemica insensata: in momenti come questi ci vuole molta responsabilità e rispetto da parte di tutti perché gli avversari sono fuori di noi, l’Italia ci chiede di combattere uniti».

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